Mumi senza memoria

Mumi senza memoria
Mumi vive in campagna, in un piccolo paese di cui non riesce a ricordare mai il nome. Beh, non solo quello. Mumi si dimentica tutto: il suo nome, quanti anni ha, dove sta la sua casa... Un filo di lana (rosso) e una campanella (sulla porta di casa) sono il suo legame con la sua quotidianità, con i suoi luoghi. Il filo, legato alla caviglia, lo aiuta a ritrovare la strada di casa; la campanella che suona con il vento serve a ricordargli che deve fare qualcosa: occuparsi dell'orto, della pecora. Mumi non ha un lavoro, non saprebbe ricordarsene: vive dell'orto (quando si ricorda di seminarlo) e della pecora (quando si ricorda di mungerla). È inutile dire come per i grandi e i piccoli abitanti del paese il passatempo preferito sia prendersi gioco di lui. O almeno lo sarà fino a che un uomo ricco si trasferisce in paese, generando con il suo sfoggio di averi ammirazione, invidia, corsa all'acquisto compulsivo. E tutti in paese comprano, comprano, comprano fino a che non finisce la roba da comprare. Allora cominciano a rubarsi l'un l'altro. E rubano, rubano, rubano fino a che barricarsi ciascuno nella propria casa non resta l'unica alternativa, lasciando il paese vuoto e pervaso da un profondo sentimento di tristezza. E Mumi? Ovviamente è l'unico che continua a sorridere e che proprio non può riuscire a ricordarsi di portare rancore. L'unico in grado di insegnare, senza volerlo, a perdonare...
"Stanno come in gruppo e sono lì, tutte le miserie degli uomini... Stanno e non si estingueranno mai. E per questo esistono le favole, che raccontano di un aldilà dove trovar di nuovo ciò che andremo a perdere: amori… affetti… Ed è compassionevole". Le parole di "Abbracciami" dei Marlene Kuntz (recitate più che cantate da Cristiano Godano) restituiscono a pieno l'atmosfera e il senso di Mumi senza memoria, una favola profonda sul perdono e sulla necessità di uscire dai propri individualismi, ciascuno barricato dietro il proprio muro di futili oggetti di consumo a crogiolarsi nell'illusione di potersi bastare. A Gabriele Clima dobbiamo le parole, "compassionevoli" in un'accezione tutta buddista del termine. Mani esperte di chi lavora da vent'anni come autore e illustratore nella comunicazione e nell'editoria per ragazzi.  In Italia ha pubblicato circa settanta libri fra fiabe, racconti, filastrocche, libri didattici e libri per giocare e oggi per fortuna continua a scrivere, illustrare e progettare libri. Eccellente l'arrangiamento, nelle mani di Chiara Carrer, a cui dobbiamo le bellissime illustrazioni. E alla quale dobbiamo soprattutto un segno bidimensionale ma dotato di un'anima profonda: quasi che a vedere le sue creature si assista ad un lavoro di restauro del segno che nelle sue mani si arricchisce di movimento, sensibilità, profondità. Chiara Carrer nasce a Venezia ed è una delle più originali e note illustratrici italiane. Premio Andersen – Il mondo dell’infanzia nel 1999 come migliore illustratrice dell’anno, ha prestato immagini ad un centinaio di libri ottenendo prestigiosi riconoscimenti. Affianca alla sua professione di illustratrice laboratori sull’arte, l’immagine e l’illustrazione. All'editore Il gioco di leggere dobbiamo l'aver creduto in questa storia, accolta nell'interessante collana (Libricuoriefiori "che raccontano e dipingono storie e sentimenti"), che  merita qualche dettaglio. Si tratta di albi per bambini tra i 3 e i 9 anni: libri, in sostanza a tutti gli effetti, che possono piacere non solo ai bambini ma anche agli adulti. Ciascuna delle storie racconta, sfiora, dipinge, accenna un sentimento: la ragione dei cuori. Infine, il perché dei fiori: sono libri ecologici, prodotti con carte certificate a basso inquinamento e che tutelino le foreste, con inchiostri a "base-vegetale", con cartoni fatti di fibre riciclate, con procedimenti di stampa a basso impatto ambientale. Che dire seppure "stanno come in gruppo e sono lì, tutte le miserie degli uomini", i nostri piccoli uomini e le nostre piccole donne (e perché non noi), qualche volta possono anche guardare da qualche altra parte, sfogliare qualche altra cosa.

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER