Nano Nasone

Nano Nasone
Un'onesta ortolana con un figlio gentile, un bravo calzolaio: questa è la famiglia di Giacomo, di bell'aspetto e cortese. Ma se tutti si servono volentieri al banco di Anna, arriva un giorno una vecchia che non apprezza nessuno dei cavoli che senza alcun ritegno annusa. Giacomo, anche se piccolo, non manca di risponderle per le rime ed ecco che la vecchia a sua volta lo minaccia. Così Giacomo fa un lungo sogno, in cui, piccolo e veloce come uno scoiattolo, diventa bravissimo in ogni sorta di ricette. Quando, però, si risveglia, il tempo è passato eccome, ed ecco che Giacomo, oltretutto, è un bruttissimo nano nasone preso in giro da tutti ma che sa cucinare veloce e preciso proprio come uno scoiattolo. Non basterà per farsi riconoscere dai genitori, ma servirà di certo a diventare il ricco e rispettato vicecapocuoco del duca. E la storia non finisce qui...
Non è una novità editoriale, ma un'azzeccata riproposta, questa fiaba classica – anzi, romantica – di Wilhelm Hauff, nella traduzione di Gianni Rodari. Gli elementi tradizionali ci sono tutti: la strega vendicativa, l'incantesimo da sciogliere, il distacco dalla famiglia, l'aiutante, l'affermazione della propria identità attraverso una serie di prove. Un testo corposo sostenuto dalle curatissime illustrazioni di Lisbeth Zwerger, che alterna veri e propri ritratti a figure più fantastiche, come quella della strega-macchina su due ruote. Una storia che, salvo per la cornice un po' retorica e astratta, non perde di attualità in un tempo in cui è cruciale la scelta di quali mezzi (lavorativi) impiegare per affermare se stessi e guadagnarsi un posto nel mondo. La differenza che il nano incarna è una sofferenza, ma la mortificazione a cui lo sottopongono gli altri non è mai un motivo sufficiente per rinunciare alla propria dignità o alle abilità acquisite. Ma, al di là degli insegnamenti che potrebbe offrire, la fiaba è avvincente per i molti passaggi e avventure che il protagonista Giacomo-Nano affronta fino al gran (anche questo tradizionalissimo) finale.

 

 

 

 
 
 
 
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