Nebbia

Nebbia

Mudlark è un termine antico e, di fatto, intraducibile in maniera precisa e perfetta: rassomiglia a espressioni come monello di strada ma letteralmente sta a significare chi rovista nel fango. Spesso capita che infatti le sponde limacciose del Tamigi siano piene, in mezzo ai detriti, anche di oggetti che l’acqua putrida ha trascinato con sé e abbandonato, a disposizione dei bambini poveri, poverissimi, che li trovano e li vendono, per mettere insieme il pranzo con la cena, o almeno provarci. Clay ha tredici anni e come molti ragazzini della fosca Londra vittoriana del 1880 lavora: è un mudlark, e vive in una baracca. Un giorno in città arriva il circo, e il richiamo per lui è irresistibile: nell’accampamento incontra Ollie, la nipotina della zingara che fa le carte, legge la mano e vede il futuro in una palla di vetro. Anche lei è colpita da lui e lo conduce a fare conoscenza con qualcuno; Clay non sa ancora quanto questo incontro sia destinato a cambiargli la vita. Nebbia - come quella che avvolge la vita di Clay - vive in gabbia: è l’ultimo lupo rimasto in tutto il Regno Unito. È feroce, arrabbiato, è una vittima. Come lui. Cerca la libertà. Come lui…

Appare subito evidente dalla prosa dickensiana, affilata, precisa, puntuale, senza battute d’arresto, tempi morti, ridondanze farraginose o dialoghi poco credibili, che Marta Palazzesi, fra le sue molte attività, oltre a essere autrice di romanzi, è prima di tutto un’attenta lettrice di romanzi storici -non a caso ha un lessico ampio, ben scelto, mai banale, sempre chiaro - nonché una consulente per l’editoria e soprattutto per case di produzione cinematografica, e infatti sa certamente come costruire una storia solida: la caratterizzazione è perfetta sia per quel che concerne i personaggi che per quanto riguarda ambienti e situazioni, le emozioni forti, i sentimenti potenti e raccontati senza retorica, le immagini vividissime. Marta Palazzesi è perlopiù una autrice per bambini e ragazzi, anche se queste partizioni lasciano spesso il tempo che trovano, perché le sue sono storie dai temi universali, dunque adatte a tutti. A proposito di questo romanzo ha detto in una intervista: “Volevo raccontare una storia di rispetto e amore per chi è diverso da noi. Clay mi ha insegnato che essere giusti spesso significa soffrire, ma è un tipo di sofferenza “buono”, che ti fa crescere. E Nebbia mi ha ricordato la generosità e la lealtà dei nostri compagni a quattro zampe”. In questa storia classica, ma al tempo stesso universale, molto formativa e più attuale che mai, in una realtà che sempre meno include e sempre più respinge e schiavizza, teme ed emargina il diverso, argomenti di importanza fondamentale vengono affrontati con un approccio che arriva dritto al cuore del problema e del lettore.



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