Nel bosco della Baba Jaga. Fiabe dalla Russia

Nel bosco della Baba Jaga. Fiabe dalla Russia
Chi racconta le fiabe? L'uccello a tre teste, per combattere tre disgrazie di cui spesso soffrono gli uomini: la perdita dei ricordi, la mancanza di gratitudine e l'incapacità di commuoversi. Le antiche fiabe sono una medicina. Fiabe come quella della Baba Jaga e le oche-cigni: c'è una bambina grande, e suo fratellino è un bimbo piccolo. Naturalmente, lei è in grado di badare a lui finché i genitori sono via... a meno che non passino le oche-cigni e la costringano ad un inseguimento nel bosco, fino alla Baba Jaga, tra formule magiche e inattesi aiutanti. O come quella del soldato che pensava di diventare un guardiano e invece si trovò a scoprire un giardino misterioso. Sorella e fratellino sono anche Alënuška e Ivanuška: le loro avventure incredibili li vedono trasformarsi o rischiare la vita, ma il loro legame non si scioglie nemmeno nelle avventure più rischiose. E c'erano una volta anche “un vecchietto e una vecchietta che erano così poveri da non avere nulla di cui cibarsi”: a loro capita in sorte una macina magica, e un galletto ben intenzionato a difenderla. Altri animali sono i protagonisti di queste fiabe: orsi che ricompensano l'astuzia (e la gentilezza) di chi gioca a mosca cieca con loro e pesciolini d'oro dalla generosità quasi – quasi, però – infinita; e ancora, animali che sono, in realtà qualcos'altro: lupi-sciamane e astute oltre che abilissime principesse-ranocchie.
La cultura, ancorché popolare e fitta di elementi magici, della raccolta di Afanas'ev viene accostata in questa antologia ad alcune fiabe di tradizione Jakuti o Korjaki, più simili a quelle degli indiani d'America. Il libro crea così una Russia dell'immaginario che include il bosco della Baba Jaga e la corte degli zar, ma anche i ghiacci e i riti sciamanici siberiani. I testi di Luigi dal Cin, chiari e puliti, sintetici ma curati, sono accostati alle illustrazioni della trentesima edizione della mostra di Sàrmede (TV) e ogni fiaba ha, in questo modo, il suo personalissimo carattere non solo per il modo di interpretare gli elementi magici, l'astuzia, la generosità premiata, ma anche per lo stile e la tecnica di ciascuno dei 9 illustratori. Ecco, quindi, l'ottavo volume legato a Le immagini della fantasia, che si è aggiudicato il Premio Andersen 2013 nella sezione 6-9 anni, non solo per l'opera magistrale che è ogni singola illustrazione e “per la briosa piacevolezza con cui sono stati resi i testi delle fiabe della tradizione russa”, ma anche per la “felice omogeneità” del progetto a cura di Monica Monachesi. Infatti è fin dalla copertina (di David Pintor come i vivaci risguardi), col titolo composto di caratteri presi in prestito all'alfabeto cirillico, che il libro ci trasporta in un mondo magico fatto di lunghe zampe che portano in giro le case, e di boschi che nascondono ogni sorta di creature... quasi tutte magiche.

 

 

 

 
 
 
 
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