Nelle terre di Rondo - La maga dello scrigno

Nelle terre di Rondo - La maga dello scrigno
Delle noiose visite annuali alla prozia, Bethany Langlander Leo ricorda con un certo piacere - oltre alle piccole meringhe e ai tramezzini farciti con la foglia di lattuga - solo la parte del cerimoniale, rigidamente sempre uguale, in cui la vecchietta dagli occhi azzurri prendeva l’antico carillon dalla mensola del caminetto come fosse una reliquia e dopo averlo poggiato su di un tavolino cominciava il solito racconto. Fulcro essenziale di esso era la recita delle quattro regole che non si potevano assolutamente trasgredire: caricare il carillon girando la chiave tre, e solo tre, volte; mai girare la chiave mentre la musica suona ancora; non chiudere il coperchio finché la musica non sia finita; mai muovere il carillon mentre la musica sta suonando. Tutto il resto della giornata dalla stramba zia Bethany, trascorsa con l’intera famiglia compresa la ossuta e presuntuosa cugina Mimì, coetanea di Leo, sempre un po’ sulle sue e in disparte con il suo violino e i suoi libri, era di una noia mortale. Ora che la zia Bethany è morta, il carillon dalle belle figure variopinte, prezioso cimelio di famiglia appartenuto niente di meno che al lontano parente Rollo Langlander, “grande viaggiatore”, è stato lasciato proprio a Leo, perché alla zia ricordava l’amato zio Henry. E perché sapeva che Leo avrebbe rispettato le quattro regole. Quello che non sapeva era che la dispettosa cugina Mimì si sarebbe trasferita, per un certo periodo, a casa di Leo e che a lei proprio non andava giù di rispettare regole che le parevano senza senso. Non possono immaginare, invece, i due ragazzi, i guai in cui andranno a cacciarsi caricando il carillon con più di tre giri di chiave,trasgredendo, quindi, alla prima delle regole, dove andranno a finire e, soprattutto, in che modo torneranno indietro, se mai potranno farlo...
Tra topolini latori di misteriosi messaggi, strani personaggi dai nomi curiosi, regine affascinanti quanto perfide, dispettosi e infestanti biscottini allo zenzero, fughe a rotta di collo in cui, a salvarti, compare all’improvviso una “boccabuca”, si dipana il divertente racconto di Emily Rodda La maga dello scrigno, primo della trilogia Nelle terre di Rondo. Anche in questo romanzo la scrittrice australiana, già nota anche in Italia soprattutto per un’altra saga di successo, Il magico mondo di Delora, lascia correre a briglia sciolta la sua inesauribile fantasia per far vivere ai suoi protagonisti, e ai lettori con loro, rutilanti avventure in mondi magici e fantastici in cui si muovono incredibili creature che, a tratti, ricordano, per la loro simpatia, i divertenti personaggi di Lewis Carroll. Ad ogni capitolo l’intreccio si fa più complesso, accrescendo così la curiosità di conoscere i nuovi sviluppi delle imprese favolose dei due cuginetti, sicché la lettura risulta agile e scorrevole nonostante la corposità del libro, notevole per un ragazzino. Graziose illustrazioni e una bella copertina cartonata, oltre all’accattivante sovracopertina, impreziosiscono il tutto, rendendo ancora più gradevole questo bel libro per ragazzi.

 

 

 

 
 
 
 
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