Nina e Teo

Nina e Teo

Nina ha tra le mani un libro e vuole leggerlo al suo gatto Teo, per questo cerca di attirare la sua attenzione. Teo pensa che Nina sia arrabbiata e non capisce perché la bambina lo minacci di non leggergli mai più una storia, se lui stavolta non l’ascolterà. La bambina si mette il libro fra le gambe e continua a leggere, ad alta voce, la storia che viene raccontata al suo interno, quella dell’orso e della topolina, ammirandone le illustrazioni. Tra effusioni e e grattatine, prosegue il racconto di Nina, fin quando questa è costretta ad allontanarsi per andare a bere, lasciando il gatto nella stanza. In assenza di Nina, Teo osserva i disegni e sfoglia le pagine del libro: conosce già quella storia, ma sa anche che Nina adora raccontarla, quindi l’ascolterà per l’ennesima volta. Improvvisamente, il gatto sente un rumore provenire dal vetro della finestra e salta sul davanzale per andare a vedere di cosa si tratta. In quel momento torna Nina che chiede a Teo di avvicinarsi per sentire la storia, ma quello si dilegua chissà dove. La bambina ricomincia a leggere, un po’ seccata, ma ha quasi l’impressione che il suo adorato gatto si nasconda tra le pagine del libro...

Nina e Teo è uscito grazie alla Kalandraka all’interno della collana “Libri per sognare”, che è anche il motto con cui la casa editrice ha fatto il suo debutto nel mondo dell’editoria, nel 1998. Un racconto che si muove tra realtà e immaginazione, grazie ai testi di Antonio Ventura e alle illustrazioni di Alejandra Estrada. Non è la prima volta che i due collaborano, ma la Estrada non ha pubblicato altro in Italia: insieme hanno scritto La capsa de l’Helena, dal catalano “La scatola di Elena”, un’altra bambina con molta immaginazione. Nina è Teo è dedicato a Gabrielle Vincent e nella storia si trova la dotta citazione del suo classico Ernest e Celestine, il libro giallo letto da Nina e Teo, i quali sono invece disegnati con carboncino verde e rosso. Le parole del dialogo tra loro sono scritte negli stessi colori e questo permette di associare in modo netto le immagini e le voci dei personaggi. I disegni dai tratti pastosi e forti danno solo l’impressione di essere abbozzati: sono essenziali ma molto curati, ricchi di espressività e movimento. Il libro ha infatti ricevuto la menzione speciale del IX Premio Internazionale Compostela per Albi Illustrati. Un inno alla lettura ad alta voce.



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