Noi siamo tempesta

Sia nelle pagine dei libri che al cinema o in tv le storie non mancano, ma se le si guarda bene ‒ nonostante le indubbie differenze e le particolarità che di volta in volta le contraddistinguono peculiarmente ‒ si somigliano un po’ tutte. Nella maggior parte dei casi infatti c’è sempre un eroe solitario con un destino glorioso ma impervio che lo costringe ad affrontare mille peripezie, quasi sempre abbandonato come Pollicino e Mosè, tradito da colui in cui ripone fiducia, cresciuto ai margini come Harry Potter o Luke Skywalker. L’eroe è creatura che induce al sogno e che appare speciale, fa sognare perché dotato di talenti o poteri unici e salvifici. Di norma poi l’eroe ha pochi amici, sempre gregari, mai capaci di rivaleggiare in ardimento con lui, l’inimitabile. Storie come queste vengono considerate educative e per molti versi lo sono, ma a cosa educano con esattezza? Il messaggio sottinteso è che siano l’eccellenza individuale, il talento raro di singole persone a fare la differenza davanti alle sfide del mondo. Insomma, il cosiddetto X Factor. Ma è davvero così? Non è forse vero poi che ognuno ha il suo? E che l’unione fa la forza?

Noi siamo infinito è un bellissimo libro e uno stupendo film, che racconta l’adolescenza, l’amicizia, l’amore, l’accettazione. Noi siamo tempesta è la riuscita frase che dà il titolo al ritorno alla narrativa dopo anni di Michela Murgia, intellettuale da molti considerata come un vero proprio punto di riferimento, sempre in prima linea per i diritti civili, contro il sessismo e non solo. Un altro celebre adagio dice che infatti va compatita la società che ha bisogno di eroi, e in effetti è vero, perché di per sé l’eroe è proprio il contrario di quello che deve essere la società, lo stato, che è una famiglia da cui nessuno deve sentirsi escluso, perché la cosa pubblica e per l’appunto proprietà di ognuno, e non deve essere abbandonata a sé medesima. E dunque si deve collaborare, fare squadra, perché da soli non solo non ci si salva, ma non si va da nessuna padre: e Michela Murgia con bello e facile stile, adatto a tutti e perfettamente amalgamato con le azzeccatissime illustrazioni di The World of Dot, porta sedici esempi di grandi invenzioni e avventure collettive che se non si fosse collaborato non sarebbero esistite e non avrebbero dato i bei frutti invece prodotti, come Wikipedia, la battaglia delle Termopili, la caduta del muro di Berlino, la lotta per la verità delle donne di Plaza de Mayo che si sono viste strappare figli e nipoti dalla dittatura argentina, la stazione zoologica di Napoli, l’orchestra di piazza Vittorio, raro esempio di integrazione multietnica.



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