Non calpestate i nostri diritti

Non calpestate i nostri diritti


Un terrazzo enorme, bellissimo, e una bambina ricca e indaffarata, troppo presa dai mille impegni per godere di quello spazio. Di fronte, una casa diroccata, povera, asfissiante d’estate per il caldo opprimente. Ci abita Mite, con tanti fratellini, qualche giocattolo rotto e pochi soldini. Vorrebbe tanto godere dell’ombra sul terrazzo di fronte al suo balconcino minuscolo, ma non può, deve accontentarsi di volare con la fantasia. A scuola sono arrivati due nuovi bambini, uno è marocchino e l’altra somala. Non è facile integrarsi, farsi accettare. Tutto dipende dal carattere: se si è espansivi e coraggiosi ci si fa avanti, altrimenti si rischia di restare in disparte. Non tutti hanno ancora imparato che ogni bimbo ha diritto ad essere preso in considerazione e ad avere degli amici. La mancanza di denaro e la povertà estrema in cui Mario è costretto a vivere lo obbligano a scippare e rubare sin da quando ha nove anni. La sua situazione è drammatica, con un padre in carcere e la madre disoccupata, cosa altro potrebbe fare? Non vuole rubare, ma se non ruba non mangia…
La deliziosa raccolta di racconti illustrata edita da Il Battello a vapore in collaborazione con l’UNICEF, con una dolcissima e profonda prefazione di Clio Napolitano, colpisce al cuore per la delicatezza e la tangibilità delle storie proposte, dieci per l’esattezza, corredate da splendide illustrazioni. Un libro colorato, agevole, adatto per tutti i bambini che amano la lettura, da quelli che si affacciano per la prima volta al mondo della carta stampata sino ai più esperti, e – perché no? – un’ottima occasione per ogni adulto per osservare e interepretare il mondo attraverso gli occhi dei bambini. Rifacendosi agli articoli della Convenzione sui diritti per l’infanzia e dell’adolescenza (al termine del volume spiegati da Bianca Pitzorno che in fatto di romanzi e novelle per giovani lettori è un’icona) si snodano storie di vita quotidiana a rappresentare i diritti di ogni essere vivente, dalla sua nascita in avanti. L’uguaglianza slegata dal colore della pelle, dalla religione e dalla lingua, il diritto all’identità e a un nome registrato all’anagrafe, il diritto a cure speciali, aiuto sanitario e alla possibilità di socializzare negli spazi comuni senza discriminazione alcuna, l’istruzione speciale per i disabili, la possibilità di ricevere insegnamenti adeguati, di qualità, facilmente accessibili. Un progetto lodevole, un’idea che merita diffusione visto che i proventi verranno interamente devoluti all’UNICEF, un’iniziativa da supportare non soltanto per amore dei libri, ma soprattutto per l’amore nei confronti dei bambini, per provare ad assicurargli un futuro più roseo rispetto al nostro presente. Un manipolo di scrittori e abili illustratori – più o meno conosciuti – al servizio della cultura e della narrativa per l’infanzia di qualità e spessore.

 

 

 

 
 
 
 
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