Nonni

Nonni
Il nonno sta lavorando al suo piccolo orto quando all'improvviso una macchina di passaggio annuncia l'inizio di una festa da ballo in paese. Il nonno è al settimo cielo e corre in casa a dare la bella notizia alla nonna. Ma lei non è tanto contenta perché non è più una bambina e non se la sente più di andare a ballare. Lui però non si abbatte, coglie una margherita e la regala al suo amore di sempre. Ecco, forse adesso l'ha convinta. Ma la nonna si guarda allo specchio e si vede sempre brutta. E allora ecco un'altra mossa da vero galantuomo: il nonno si avvicina e le sussurra che è bella come il sole. Sul viso della nonna spunta un sorriso ma per convincerla una volta per tutte il nonno dovrà ricorrere a tutto il suo armamentario di cavaliere innamorato...
Chi l'ha detto che gli anziani non si possono divertire? Il nonno protagonista di questa favola proprio non vuole sentirle queste cose. Anzi, ballare gli piace proprio tanto, ma soprattutto gli piace ballare con la sua dolce metà. Chema Heras (autrice dei testi) racconta, con un linguaggio semplice adatto ai bambini, una storia d'amore piena di tenerezza per dimostrare che questo sentimento non ha davvero nessuna età. La favola procede in avanti grazie al meccanismo della ripetizione, così da creare una sorta di filastrocca fatta dai fantastici complimenti che ogni volta il nonno si inventa per fare accettare alla sua compagna i segni lasciati dal tempo sul suo corpo. Così i capelli bianchi della nonna diventano bianchi come nuvole d'estate (e non come nuvole autunnali), le sue gambe diventano sottili come quelle di una rondine (invece che magre come ferri da calza), le sue ciglia diventano corte come erba appena tagliata (e non corte come le zampe di una mosca). Una storia semplice come le illustrazioni di Rosa Osuna, il cui tratto, incerto e tremolante, ricorda molto da vicino i disegni dei bambini. Lo stesso bambino pasticcione che sembra aver riempito i contorni colorandoli con pastelli a cera blu, verdi, rossi e gialli. Le figure sono rotonde e con le guance paffute, come il muso del simpatico gatto bianco che, tra un dispetto e l'altro, guarda con curiosità e un po' stranito le vicende dei suoi anziani dolci padroni.

 

 

 
 
 
 
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