Nunù va a spasso

Nunù va a spasso

Nanù è un elefantino grigio dalla lunga proboscide che fa una passeggiata in giardino. Lì ascolta, sente, assapora con tutti i sensi a sua disposizione. Sulla pelle sente il calore dei primi raggi di sole, allungando la sua proboscidona fino al cielo. Sembra veramente deliziato dallo starsene lì a scaldarsi. Poi porta un lampone rosso e succulento alla bocca, e lo assapora. Sorride contento della bella idea che ha avuto. Con le sue larghe orecchie ascolta il canto di un canarino giallo che guarda volare proprio vicino a lui. Con le narici arriva ad un grande fiore viola e ne annusa l’odore. Chiude gli occhi e ispira con gioia. Infine usa gli occhi per guardare un arcobaleno colorato che splende sotto la pioggia. Sì, Nanù sembra proprio felice di andarsene in giro sull’erba verde del prato, in un giardino assolato, colorato, ricco di fiori e di frutti che lo incuriosiscono…

Adatto alla lettura per bambini “alle prime armi”, come titola la collana “cartonati prelettori” in cui è inserito, scritto in stampatello, facilmente leggibile, Nanù va a spasso è un libro con le pagine spesse, di quelle che non si piegano, gli angoli arrotondati, i disegni colorati, i personaggi espressivi, il testo in rima, per questo adatto anche al pubblico dei bambini più piccoli, uno-due anni, quelli che i libri se li fanno leggere. Nanù va a spasso è presente nella lista dei libri consigliati da “Nati per leggere Svizzera italiana” – dicembre 2017. È la breve storia di un elefantino immerso in colori tenui che scopre il mondo intorno a lui utilizzando i cinque sensi: in ogni doppia pagina, Nanù sente, assaggia, ascolta, annusa, guarda. La filastrocca dei cinque sensi è scritta in tedesco da Cally Strok, in Italia riadattata da Marta Rota Núñez. Quest’anno la casa editrice Kalandraka compie vent’anni: “ha fatto il suo debutto nel mondo dell’editoria, un due di aprile, Giornata Internazionale del Libro Infantile e Giovanile del 1998” ‒ spiegano sul sito – a partire dalla Galizia, con opere “in galiziano (...) per contribuire alla normalizzazione linguistica” di quella regione. Oggi il progetto di Kalandraka è multilingue e in Italia ha un suo centro di distribuzione.



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