Nuovi racconti, magie, storie vere e sognate di Matita HB

Matita HB, Tita per fare prima, è una bambina con i capelli neri e gli occhiali rossi. Scrive appunti, racconti e tutto ciò che le accade in un quaderno. Non proprio un diario segreto, ma qualcosa che gli somiglia. Quando non scrive, legge i fumetti di Powercat, oppure gioca con la sua amica Nora, o va a scuola. Una mattina, per esempio, stava scrivendo la storia della coraggiosa Rojana, che cercava di salvare il nobile Arju prima che il mago, che lo teneva prigioniero, lo trasformasse in un toast al formaggio olandese. Capita che anche a scuola le storie la distraggano un po’, così poi le tocca sentire le urla della maestra Amanita e copiare gli appunti dal quaderno di Seppia Catarroni. Chi è Seppia? Una specie di mollusco, ordinatissimo, che occupa il banco vicino al suo. Tra una storia immaginata a metà e una lettera a sé stessa anziana, capita che si interroghi sulla ricetta perfetta per scrivere storie di successo, o che conduca in diretta una puntata del Matita Tg. Serve una pozione d’amore per Nora? Tita scrive tutti gli ingredienti! Non fosse che succede proprio quello che non dovrebbe: Tita è innamorata di Jacopo, che è innamorato di Nora, che ha occhi solo per Muzio. E Muzio pensa soltanto ai compiti...

Matita HB è un nome di penna, anzi un nome di matita, diciamo pure un nome d’arte. È una bambina di quinta elementare che vive in via Cartabianca – quale indirizzo migliore? – e anche in moltissimi altri posti, reali e immaginati, soprattutto immaginati. Del resto siamo quello che inventiamo, più ancora di ciò che ci capita nella realtà, sembra suggerire questa storia tra le righe. Sono righe ben scritte, lievi, divertenti, sempre diverse per forma e argomenti, supportate dalle illustrazioni che si inseriscono nel testo, ora come immagini, ora come fumetti o istantanee delle prove di teatro. Il personaggio ideato da Susanna Mattiangeli – già autrice di molti fortunati libri per ragazzi, premio Andersen 2018 come miglior scrittrice – è qui al suo secondo quaderno di avventure, nonostante sia quasi l’ora di uscire per andare a scuola, o di concentrarsi su un compito da consegnare. Perché ci piace? Perché pensa e parla – e scrive – proprio come una bambina. Perché è vivace e inarrestabile. Perché allontana una volta per tutte la paura di perdersi nei mondi immaginati, una paura che hanno solo alcuni adulti. Per fortuna i bambini sanno, senza saperlo, che immaginare vuol dire ritrovarsi.

 


 

0

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER