O sei dentro o sei fuori

O sei dentro o sei fuori
O sei dentro o sei fuori. E’ così che la mette Gabri con il suo amico Franz, per convincerlo che questa estate dovrà essere diversa, la prima da grandi, anche se entrambi hanno solo 16 anni. Diventati amici sull’onda delle difficoltà, perché erano gli unici in prima elementare a non conoscere nessuno, da lì hanno sempre fatto tutto insieme, fino all’adolescenza, con le prime cotte e le relative delusioni, i furtarelli nel negozio di cd, la sala giochi. L’idea di Gabri è di andare ad Igea Marina, a casa di Franz, e rimanerci per due settimane, ma finalmente soli, davvero liberi per la prima volta. Franz è perplesso, ma come spesso accade con Gabri, non c’è tempo di pensare, perché lui ha già deciso e pianificato tutto. La scoperta del reale progetto dell’amico lo lascia ancora più sbalordito: Gabri vuole infatti lasciare subito Igea per raggiungere l’Umbria e il lago Trasimeno, dove campeggiare e fare sci d’acqua. Il loro diventa dunque un viaggio decisamente avventuroso, tra autostop, incontri improbabili e rocamboleschi tentativi di non farsi scoprire dai genitori. Il tutto condito dalla ferma volontà di Gabri di andare avanti, perché l’ebbrezza di giungere comunque là dove aveva progettato di trascorrere la più bella vacanza della sua vita, non ha prezzo. Un’occasione importante, questo viaggio, per Franz, che si metterà per la prima volta davvero a confronto con l’amico, realizzando quanto sono diversi, lui preciso, ordinato e metodico, Gabri caotico, spericolato e amante del rischio sempre e comunque...
Una bella analisi dell’amicizia tra adolescenti, quella di Guido Sgardoli, medico veterinario e scrittore, che mette in luce con grande efficacia la forza di questo legame ma anche i limiti, le storture. Perché a volte un’amicizia speciale come quella tra Gabri e Franz porta ad isolarsi un po’ dal mondo, a credere a torto di essere invincibili e, peggio,ad annullarsi un pochino, come fa Franz, per seguire l’amico più forte. Sgardoli non banalizza queste dinamiche ma, soprattutto attraverso i pensieri di Franz, dà l’idea di un graduale processo di presa di coscienza di sé, di ciò che si vorrebbe essere, di dove si vorrebbe andare. Il viaggio non è dunque solo quello, strampalato, verso il lago delle mille promesse di Gabri, ma è soprattutto un cammino indispensabile per comprendere che forse è arrivato il momento di riscrivere questa amicizia, di ridarle la giusta collocazione, il giusto peso. Per tornare ad essere prima di tutto Franz, che è dentro ai propri progetti e che a volte di fronte alle proposte di Gabri può chiamarsi semplicemente fuori.

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