Ombra

Ombra
La bimba con i capelli neri a caschetto ha scelto una cantina buia e senza finestre per giocare. In cima agli scatoloni, con una mela in mano ha l'espressione di chi non ha idea di quello che farà, ma sa che accadrà qualcosa di straordinario e straordinariamente divertente. È sola, in uno spazio limitato e ingombro di oggetti riposti disordinatamente: scatole, attrezzi, una bicicletta, vecchie scarpe, una scala, delle scope. Che mai potrà succedere? Mai sottovalutare una bimba con i capelli a caschetto...
Che bello, la bambina (di) Suzy Lee è tornata! Stessa tecnica - carboncino, acrilici e un po' di software - ma questa volta non affronta gli spazi ampi e ventosi del bellissimo L'onda, bensì le ombre scure di un ripostiglio. Il suggerimento preliminare su come avvicinarci a questa avventura ce lo dà l'autrice con l'insolito orientamento del libro. Ci costringe a cambiare prospettiva. Non è una storia lineare in cui le pagine si sfogliano da destra verso sinistra col libro che resta ben fermo. Eh no! Il cammino non è “poi dritto fino al mattino”. Bisogna guardare in basso e in alto e poi, già alla terza pagina, provi a capovolgere il libro e poi lo rigiri di nuovo: ombra o realtà? Scegli di buttarti nell'ombra scura e vedere che effetto fa guardare la realtà da questa prospettiva, oppure rimani in alto, col naso ben dritto, saldo nella certezza che una scopa è una scopa, e al massimo può proiettare la sua “semplice” ombra sul pavimento polveroso? Qualsiasi scelta tu faccia qualcosa succederà lo stesso, e lo capisci proprio a pagina 3. Dall'ombra delle mani della bimba spunta una colomba e poi, chissà come, la luce, di un giallo acceso e brillante. Mai sottovalutare una bimba con i capelli a caschetto... Il volo della colomba segna il passaggio. Non puoi tornare indietro. Devi capovolgere il libro ancora e ancora, e scruti tutte le ombre e le confronti con la realtà, e gli occhi fanno giù e su e la testa si inclina da una parte e poi dall'altra. Nel frattempo, con gli occhi chiusi, la bocca spalancata in un urlo selvaggio che senti - sì, lo senti davvero -, la bimba sta facendo un balzo stupefacente issando sopra la testa un vecchio scarpone. Abbassi gli occhi e vedi l'ombra di un lupo dalla fauci aperte e i denti aguzzi, anche lui a mezz'aria. D’altronde tutti i bambini lo sanno: dove c'é il buio, c'è il lupo. Giri pagina sperando - ma in fondo in fondo non lo speri - che la bimba abbia aperto gli occhi e invece li ha ancora chiusi; chi li tiene ben aperti sono tutte le ombre che ballano e si divertono. Adesso la cantina in alto è vuota, ma in basso, nel regno delle ombre, c'è una foresta rigogliosa dove una combriccola di animali esotici si diverte a giocare con una principessina in tutù.  È un posto molto invitante e sei tentato di capovolgere il libro e non rigirarlo mai più. Niente più realtà, solo un meraviglioso regno di ombre brillanti e danzanti. Imprudente! Il lupo è sempre dietro l'angolo, nel buio. Ed eccolo infatti che con un balzo predatorio si getta sulla bimba e tu pensi: è perduta! Mai sottovalutare una bimba con i capelli a caschetto... Lei fa un tuffo nel mondo delle ombre, si allea e si fonde con loro, diventa così grande e paurosa che il lupo, poveretto, piange. Piange?! Ma si stava solo giocando! Ma che lupo sei! I film horror ci insegnano: se scendi nella cantina buia assicurati che qualcuno sappia dove sei. Una voce squarcia il nero ormai denso e claustrofobico. “LA CENA È PRONTA!”. La luce si riaccende e la cantina torna ad essere una cantina - molto più disordinata di prima - e il regno delle ombre non c'è più. C'è rimasto il pavimento, con i riflessi scuri degli oggetti disordinati. Niente però sarà come prima e la traccia inequivocabile di quanto è successo è il giallo brillante sul vestitino della monella che saluta sorridente le sue ombre e click! Spegne la luce. Buio. Buio. Buio. Click! Di nuovo? Ma cosa...? Che goduria questo libro!

 

 

 
 
 
 
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