Ombre

Ombre
Il lupo, l'orso, la volpe, la lepre, la civetta, il riccio, il tasso. Cacciatori e prede, foglie che frusciano, lampi nel buio, sagome immobili, nasi che perlustrano l'aria e il terreno in cerca di una traccia, aculei pronti a colpire, pellicce rintanate, movimenti furtivi, rincorse e fughe sul punto di partire, bianchi e neri, lunghe attese, ombre...
“Nel bosco di notte” è una situazione a cui la maggior parte dei bambini guarda di solito con un misto di curiosità e timore. Hansel e Gretel, Pollicino e le altre fiabe classiche hanno contribuito a costruirne l'immaginario di riferimento infoltendolo di tutti gli elementi in grado di turbare il sonno dei più piccoli: il buio, il senso di abbandono e di solitudine, la nostalgia di casa, la paura dell'ignoto. L'altra faccia dello scenario - e, in fondo, l'antidoto alla minaccia che contiene - è rappresentato dalle risorse impiegate per far fronte alla situazione – lo spirito d'avventura, l'astuzia, il coraggio, la tenacia –, insomma quel bagaglio di cui i bambini sono ben dotati e si manifesta soprattutto in assenza o in opposizione ai genitori. Questo sorprendente pop-up made in France non fa altro che ricreare l'atmosfera del bosco di notte facendo leva sul potere evocativo delle immagini, dilatato da un piccolo trucco “luminoso”. Tra le pagine nero-profondo del libro spuntano le sagome bianche di piccoli parallellepipedi intagliati ad evocare le teste di sette animali, tutti rigorosamente notturni. All'interno di ciascuna sagoma è nascosto un piccolo foro che attraversa lo spessore del volume e ne contiene il segreto“elettrico”: una lucina a basso voltaggio che si aziona con una pulsante piazzato nella quarta di copertina. Il libro si usa così. Si prende posto in una stanza ragionevolmente buia (o magari ai margini di una foresta in una notte di luna piena...), si preme l'interruttore e... il gioco è fatto. All'“effeto Jack-o'-lantern” che non tradisce mai, si aggiungono i riflessi fantasmatici e le ombre che le sagome proiettano tutto intorno. A questo punto ai grandi di turno non resta che amplificare la suggestione (e l'autosuggestione) con la lettura dei brevi testi che accompagnano le sculture di carta (del tipo “Con passo leggero e felpato si aggira nel bosco scuro. Si ferma, annusa, poi ulula alla luna...”). I pop-up non hanno complicazioni tecniche particolari; si tratta di cubetti intagliati che saltano su aprendosi, lasciando filtrare la luce attraverso le aperture; il risultato è esteticamente molto pulito e lontano dai fasti barocchi del paper engineering. Ma per Arnaud Roi la magia della carta è puro "innesco", l'”esplosione” in questo caso è affidata all'immaginazione temeraria dei lettori bambini. Dietro questo elegante esperimento cartotecnico c'è il fiuto di Franco Cosimo Panini, da molti anni l'avanguardia dell'editoria italiana per bambini (dei più piccoli in particolare) per la spinta innovativa dimostrata nella scelta dei libri da pubblicare e per la creatività delle sue collane (su tutte l'ottima Zerotre), senza rinunciare alla tradizione della Pimpa e di Giulio Coniglio. La FCP offre ai lettori, ai genitori e agli educatori prodotti estremamente curati nella grafica, nel contenuto e nei materiali, belli da vedere e da toccare, con un primato difficilmente attaccabile proprio nei pop-up e nei libri-gioco. Ombre si inserisce, senza sfigurare, in un catalogo in cui compare la portentosa serie “geometrica” di David Carter (... e un punto rosso, 2 blu600 punti neri, 1 quadro giallo) che è quanto di meglio l'editoria abbia prodotto negli ultimi anni in questo settore.

 

 

 
 
 
 
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