Oniria – Il mercante della sabbia

Oniria – Il mercante della sabbia
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Sul treno, di ritorno a Parigi dopo un weekend disastroso a Londra con Christine in cerca di un nuovo appartamento, Elliot cerca di ripetere la lezione di grammatica; da quando ogni notte si reca a Oniria, la città dei sogni, il tempo da dedicare allo studio si è sensibilmente ridotto. La nonna Mamilou, una settimana prima, gli ha rivelato il segreto della città dei sogni e gli ha dato la preziosa clessidra per recarvisi ogni notte; da allora Elliot conduce due vite: di giorno continua a essere – o almeno ci prova – il dodicenne di sempre, con una matrigna, un padre in coma in ospedale e due sorellastre e tutto quello che ne consegue; di notte invece diventa un Creatore (con l’immaginazione è in grado di creare qualsiasi cosa, dalla più banale alla più assurda). Una vita pesante, certo, ma con i suoi risvolti positivi come quello di potersi letteralmente eclissare in un altro mondo quando la vita reale si fa troppo amara. Ma la situazione è precipitata da qualche giorno, quando le condizioni del padre si sono aggravate: un mese di vita, è la diagnosi dei medici. Il corpo è ormai stremato dai mesi di coma e gli organi iniziano a cedere. Elliot sa che deve trovare al più presto il Mercante della Sabbia. È lui che potrebbe – forse, ma Mamilou ne è convinta - salvare il padre ma trovarlo sembra una impresa quasi impossibile. Tra lui e il Mercante c’è la CRAMO, la Cellula di Rapporto, Arresto e di Mantenimento con un ordine di cattura proprio per Elliot, diventato il pericolo numero uno ad Oniria…

Nel secondo libro della saga della scrittrice B.F. Parry ritroviamo Elliot una settimana dopo gli avvenimenti narrati nel primo libro, ma la storia stavolta sembra non decollare. Aumentano sia i personaggi che i luoghi che Elliot visita, ma sembrano delle aggiunte fatte non perché funzionali alla storia quanto piuttosto per renderla ricca di personaggi e di atmosfere. I riferimenti al mondo letterario fantasy e fantastico restano gli stessi del primo volume (J.K. Rowling, J.R.R. Tolkien, Roald Dahl e anche L. Frank Baum) con qualche riferimento anche a capisaldi della letteratura “adulta” come la Divina Commedia dantesca. Non è un caso che La Bestia, l’incubo a capo della rivolta scoppiata a Ephialtis, la città-prigione degli incubi, abbia tre teste di colore diverso, esattamente come il Lucifero immaginato da Dante alla fine del budello infernale. La scrittura della Parry scorre veloce come sempre, ma stavolta ha la pecca di non riuscire a catturare anche i lettori con un’età diversa dai protagonisti della saga.



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