Oreste il brigante

“Oreste la Peste è un carlino monello e di sincerità non è certo un modello”! Lo sa bene purtroppo il povero Mino, bassotto coinquilino nella stessa famiglia che fa le spese sempre per tutte le furbate di quell’impunito di Oreste. Abiti da sposa ridotti a coriandoli, tappeti diventati una vera e propria zozzeria, vasi da fiori mandati in frantumi, per ogni tipo di disastro di fronte ai padroni è incolpato Mino. Anche l’amicizia che il bassotto sente di avere per quell’egoista di Oreste non riesce a bloccare i dispetti del carlino, che ne combina di cotte e di crude e la fa poi sempre franca indisturbato. Un giorno però il caso gli gioca un brutto scherzo e finalmente quell’ingordo di Oreste metterà la testa a posto. Dopo aver ideato un diabolico imbroglio per mettere in punizione il povero Mino, Oreste decide di attuare il suo piano perfetto: non si può lasciare il magnifico sacco di biscottoni per cani così ben riposto in alto nella dispensa da troppo tempo che aspetta solo di essere mangiato con una bella scorpacciata! Peccato però che dietro di sé il sacco nasconda niente di meno che una bella, dura e pesante palla da bowling…

Le bugie hanno le gambe corte pare ricordare ai piccoli lettori in questo episodio quell’incorreggibile carlino alle prese con l’ennesima marachella. Qui in Italia Oreste il Brigante è il terzo capitolo (in arrivo anche Oreste la Star e Oreste il Campione) della fortunata serie Pig the Pug ideata e disegnata dalla penna di Aaron Blabey, attore, pittore e scrittore australiano. In patria la serie è arrivata già al sesto titolo, con il divertente carlino dagli occhi ipertiroidei protagonista politicamente scorretto, assieme al suo alter ego il paziente e docile bassotto Mino, di tante spassose storie in rima rivolte ai bimbi di età prescolare. Blabey è l’autore anche di altre due serie di grandissimo successo: Thelma l’Unicorno (i cui diritti sono stati acquistati per la realizzazione di un cartone animato da Netflix) e la graphic novel per ragazzi The Bad Guys, bestseller per mesi nelle classifiche del “New York Times” (di cui è in preparazione l’adattamento per un film).

 


 

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