Pandemonius e le mitiche bestie dell’Olimpo – Il guardiano dei mostri

Pandemonius e le mitiche bestie dell’Olimpo – Il guardiano dei mostri

Demo fatica a crederci, Pan il mitico dio dell’Olimpo signore delle foreste e delle creature selvagge, è suo padre! Ed eccolo qui di fronte ai suoi occhi con tanto di corna e flauto magico. Si sono appena conosciuti e già vuole portarlo via da casa sua, dalla tranquillità bucolica di Arcadia e dalle braccia confortanti di sua madre Caride. Sul monte Olimpo aspettano il giovane Pandemonius, più precisamente alle stalle degli dei, perché da oggi in poi il suo compito sarà quello di prendersi cura delle mitiche bestie che vi abitano: dall’irascibile grifone, al dolce cucciolo di Era a nove teste che chiamano Idra, alle prese con i problemi di digestione delle vacche del sole e le ferite degli animali uccisi da Eracle sulla terra. A Demo il compito sembra gravoso eppure è dotato di un raro talento: comprende il linguaggio degli animali e sa comunicare con loro. Forse a pensarci bene, Pandemonius è l’unico in grado di riportare l’ordine in quel letamaio che è diventata la stalla degli dei… 

Non è certo la prima volta che la mitologia viene raccontata ai più giovani attraverso le dinamiche del racconto fantastico. Ma se il Percy Jackson di Rick Riordan - figlio di Poseidone - è impegnato a dirimere le rivalità tra gli dei dell’Olimpo vivendo avventure incredibili, a Pandemonius figlio di Pan tocca il compito meno grato di prendersi cura delle bestie mitologiche, non senza difficoltà, e non senza una buona dose di ambrosia in infusione e sano umorismo. Con un linguaggio immediato e facilmente accessibile agli under 10, il campionario di esseri mostruosi e divinità dai vizi molto umani e dall’ aspetto poco divino, viene sciorinato dalla A alla Z. Se il personaggio di Demo è l’antesignano di un “dottor Dolittle” di epoca antidiluviana, nel complesso leggendo Pandemonius più che l’Odissea viene in mente Pollon, il simpatico anime anni ‘80 che aveva come protagonista la graziosa figlia di Apollo, e raccontava le sue divertenti fatiche per guadagnarsi il titolo di dea. Un’avventura sui generis con buoni spunti ma anche qualche evidente lacuna, i personaggi hanno tratti un po’ troppo fumettistici e nell’insieme, il mondo creato da Lucy Coats appare una caricatura dell’universo mitologico con la M maiuscola. Per la scrittrice inglese con la passione per i miti greci e autrice anche di libri illustrati per l’infanzia, l’appuntamento è rimandato al volume due della serie.



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