Panico al villaggio

Panico al villaggio
In un villaggio di nome Villaggio c'è un cavallo di nome Cavallo, un cow-boy di nome Cow-Boy e un indiano di nome Indiano. Tutto questo lo dovrebbe raccontare Cavallo perché il giorno che è successa la prima catastrofe (poi ce ne saranno altre otto) era il giorno del compleanno di Cavallo, una Pecora però si mette tra i piedi e inizia a raccontare la storia al posto di Cavallo. Tutto questo mentre un'altra Pecora non trova il suo pigiama (che forse si trova in un altro libro). Quindi, mentre Cavallo ricomincia a raccontare da quando deve vedersi con Madame Loncrée, la puledra più bella del Villaggio, il Postino chiede di Bénédicte perché ha una lettera per lei. Tutto normale se non fosse che la fattora non è li, ma a pagina 30, come ha detto una mucca al Postino. E trenta pagine non sono poche quando di mezzo c'è la storia della prima catastrofe (poi ce ne saranno altre otto), ovvero il racconto di come Cow-Boy e Indiano, per fare un barbecue per la festa di compleanno di Cavallo, hanno ordinato per sbaglio cinquemila quintilioni di miliardi di biliardi di milioni di triliardi di mattoni...
Sconclusionata, assurda, pazzesca, divertente: sono tanti gli aggettivi che potrebbero definire Panico al villaggio (le 9 catastrofi di Cavallo), tutti comunque all'insegna del nonsense, come dall'omonimo film in stop-motion da cui è stato tratto, di Vincent Patar e Stéphane Aubier. Sulle pagine bianche di questo volume cartonato brulicano un'infinità di personaggi. Tutto entra a far parte del racconto. C'è, ovviamente, la storia di Cavallo e delle sue nove catastrofi (una più incredibile dell'altra) ma anche la storia di una pecora che non trova il suo pigiama, la storia del Postino che deve consegnare una lettera a Bénédicit, la storia dei numeri a piè di pagina che devono fare di tutto per evitare che il postino con la sua bicicletta o qualche altro personaggio sbadato gli finisca addosso. Le scritte e le illustrazioni (che comprendono disegni, fotogrammi del film, immagini elaborate al computer) si dispongono sulla pagina bianca quasi a casaccio. Il lettore può cominciare dal basso o dall'alto, da sinistra o da destra, qualche volta deve anche capovolgere il libro per riuscire a leggerlo. Non preoccupatevi se questa storia vi sembrerà assurda. Magari provate a farvi dare una mano da vostro figlio o da vostro nipote. Le modalità del racconto sembrano proprio quelle del  resoconto di un bambino. Spesso, quello che per noi è nonsense per loro ha un significato molto chiaro.

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