Papà Natale

Papà Natale

Il Natale nella nostra società è descritto come il giorno più bello dell’anno e per un padre dovrebbe essere l’occasione per rinsaldare il rapporto con i propri figli. E’ il periodo  in cui è possibile coltivare il “pensiero magico” che accompagna la vita dei bambini fino ai sei anni, ma è anche una nuova opportunità per i papà. Lontani da casa più delle mamme, devono scandagliare cosa vuol dire essere padre di fronte al senso del Natale e parlare con i figli del dono dell’amore che questo giorno, più di ogni altro, porta con sé. Il Papà è il missile che porta il bambino a esplorare l’universo, la bussola che lo aiuta a trovare l’orientamento nel grande mare della vita. Grazie al suo esempio i figli imparano a coltivare il desiderio di diventare a loro volta genitore e ad essere fiduciosi nel domani.  Chi non ha avuto la possibilità di avere un padre amorevole  vicino, ci ricorda l’autore,  ha come una piccola ferita aperta nel cuore. Nulla come il Natale consente al papà di fare ai propri figli il regalo più bello e cioè il dono della festa. Ma anche il dono della memoria che si tramanda e quello delle piccole cose che fanno festa, quello del gioco, dell’allegria, della magia o della complicità:  tutti doni che in questo giorno speciale acquistano un valore ancora maggiore...
Ventiquattro colorate filastrocche che accompagnano in rima l’incontro del papà col suo bambino. Un modo per mettersi in contatto con il suo mondo fatto di magia e meraviglia. Leggendo il libro di Pellai, illustrato con la giusta verve da Antonio Vincenti, viene da chiedersi, però, se può davvero bastare ad un padre essere compagno di giochi e di letture solo nel giorno di Natale per segnare la crescita dei propri figli. Certo lasciare un bel ricordo di un momento forzatamente magico è almeno un piccolo passo ma nasce spontanea la domanda: i bambini di oggi credono ancora a Babbo Natale che scende dal camino? Sono disposti a lasciare, come recita il libro, latte e biscotti al cioccolato con le stelle, per lo stanco barbuto vecchietto? La pubblicità rimanda un Babbo Natale che mangia come un forsennato panettoni e pandori, si trattiene nelle case oltre il periodo (quando va bene!) o viene sostituito da una bella modella: come fa un bambino a crederci ancora ed essere disposto ad ascoltare leziose filastrocche? L’idea di Pellai - stabilire attraverso la parola musicale un canale comunicativo tra padri e figli - è interessante: speriamo solo che esistano ancora bambini in grado di recepire il suo messaggio.

 

 

 
 
 
 
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