Paul l’investigacuoco

Paul l’investigacuoco
Paul Pistulka, undici anni e tre mesi, soprannominato Pudding, ovvero il budino, da grande vorrebbe diventare un investigatore famoso. Ma nel frattempo, non per hobby ma, come dice lui, per puro autosostentamento, cucina piatti deliziosi (ecco cosa si è disposti a fare quando si ha una madre che ti riempie il freezer di surgelati). Dall’altro lato del banco: Rosi, undici anni pure lei, è un genio della matematica e ha uno stomaco senza fondo. Compagni di banco, amici da sempre (in realtà si sposeranno, ma Rosi ancora non lo sa), i due hanno fatto un patto. Paul la rifornisce dal lunedì al venerdì di panini per l’intervallo e in più, in caso di necessità, le cucina anche pranzo e merenda; in cambio, Rosi gli suggerisce tutti i compiti di matematica. Un giorno come tanti altri, tra le noiose lezioni della prof. Cavoliacidi e del prof. Pavone, accade un fatto eccezionale: Lea, una bambina un po’ antipatica e vanitosa, smarrisce il suo ciondolo d’oro a forma di cuore, e ben presto circola voce che un ladro gliel’ha rubato! I sospettati sono due, ma Paul è convinto che siano innocenti: il suo infallibile fiuto gli dice che il colpevole è un altro. E così, con l’aiuto di Rosi, si mette sulle tracce del ladruncolo. E quando trovano il ciondolo su una bancarella al mercato, il caso si complica: come ha fatto il ciondolo ad arrivare fino a lì? Chi è il misterioso bambino Orecchie a Sventola? E l’affascinante Chantal, da chi l’ha ricevuto in dono? Tra inseguimenti e improbabili identikit, ecco un caso da risolvere con l’astuzia e… lo stomaco pieno!
Il Battello a Vapore pubblica l’ultimo libro di una delle scrittrici per ragazzi più importanti del ’900. Con questo racconto divertente e accattivante, originalissimo, ritroviamo una Nöstlinger in grande forma. Certo Paul l’investigacuoco non è ai livelli di Konrad (il suo maggior successo, scritto nel 1975, conosciuto in Italia come Il bambino sottovuoto), ma è non di meno una storia capace di conquistare il lettore fin dalla prima pagina. Il connubio poco convenzionale di mistero e cucina, trasforma il libro in un genere ibrido, tra il giallo e il ricettario. Ma, penserete voi, cosa gliene frega a un ragazzino di sapere come si fanno i canederli o le cotolette di agnello? Mettiamoli alla prova. Nell’era dell’ultratecnologico e del virtuale, di fronte al pericolo di cibi finti, sempre più spazzatura, l’amore per la buona cucina non può che far bene agli spiriti e alle pance. E poi, pasticciare ai fornelli, sperimentare nuove ricette, è un po’ come scatenare la fantasia, aguzzare l’ingegno, e perché no, anche come risolvere un caso. E così, l’autrice viennese unisce alle ricette (aggiunte in appendice) un mistero emozionante. Un giallo di quelli che ti aggrovigliano il cervello e ti incollano al libro. Con un linguaggio divertente e curato, mai lezioso o bamboleggiante, la vincitrice del premio internazionale Andersen (1984) e dell’Astrid Lindgren Memorial Award (2003) ci regala una storia leggera e pensosa, appartenente a quel filone che ha visto nascere l’ormai celebre serie di Susi e Paul. Il tutto condito con un pizzico di ironia, senza però quella volontà di trasgressione che caratterizzava Il bambino sottovuoto, Che m’importa di re Cetriolo o Che stress! (editi da Salani). La Nöstlinger si è calmata, i suoi bambini hanno perso l’irriverenza (non siamo più negli anni ’70 e ’80, anni di fuoco nella letteratura giovanile), ma continuano a essere attivi e intraprendenti. Più in gamba degli adulti, sanno essere generosi con gli altri, non si lasciano catturare dalle apparenze e fanno di testa loro. Sono liberi. Non ci resta che imparare.

 

 

 

 
 
 
 
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