Perché Beethoven lanciò lo stufato

Perché Beethoven lanciò lo stufato
Johann Sebastian Bach apparteneva ad una famiglia di musicisti da molte generazioni, bravi professionisti, così stimati e così numerosi che nella sua regione il cognome Bach assunse addirittura il significato di musicista. Johann Sebastian ebbe due mogli e venti figli e fu capace di affrontare una mole di lavoro incredibile: dirigeva, insegnava, suonava, componeva per moltissime ore al giorno. Era molto facile all’ira. Una volta una sua discussione con uno studente si concluse con un duello; un’altra, ascoltando un musicista che commetteva troppi errori, si infuriò a tal punto che si tolse la parrucca e gliela scagliò addosso. Mozart, che, come è noto, cominciò a tenere concerti fin da bimbo, al di fuori dalle esibizioni musicali si comportava un po’ come un animaletto: “aveva gli occhi brillanti di un criceto, era giocoso come un micio e affettuoso come un cucciolo. Aveva bisogno di essere sempre rassicurato … e, perfino da piccolo, si innamorava costantemente di bellissime dame”. Beethoven amava molto il cibo e spesso andava al ristorante. Una volta un cameriere gli servì un piatto che lui non aveva chiesto (si trattava di una pietanza di carne di vitello con molto condimento). Il compositore protestò, ma il cameriere, anziché ascoltarlo, gli rispose in malo modo e se ne andò. Quando poco dopo riapparve per servire altri clienti, Beethoven afferrò il suo piatto ancora pieno di carne al sugo e lo lanciò dritto in faccia al cameriere. Tutti scoppiarono a ridere e così anche l’ira del Nostro si placò e con ritrovato buonumore partecipò all’ironia generale.
E con il piatto non gradito a Beethoven si spiega il titolo di questo libro che è ricco di notizie, aneddoti, curiosità sui più noti compositori e può riservare ai lettori moltissime sorprese, visto che l’educazione musicale in Italia è piuttosto trascurata. Ma non pensate si tratti di un libro scolastico o aridamente didattico: Bach, Mozart, Beethoven, Schumann, Brahms, Stravinskij sono raccontati con stile ironico e spigliato, spesso spiritoso, anche se storicamente sempre corretto. “Non c’è bisogno di inventare nulla nelle vite dei compositori, sono divertenti già da sé e al di là di ogni immaginazione” spiega Steven Isserlis, l’autore, nell’Introduzione. Isserlis è uno dei più noti violoncellisti contemporanei ed ha suonato e suona con le più celebri orchestre del mondo, da Berlino a Budapest, da Parigi a Washington. Oltre alla musica classica, ama suonare per i bambini e scrivere per loro: questo libro, che nell’edizione in lingua inglese ha ottenuto un immenso successo, dimostra che lo fa anche bene.

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