Percy Jackson e gli dei dell'Olimpo – La maledizione del titano

Percy Jackson e gli dei dell'Olimpo – La maledizione del titano
Non c'è Percy Jackson senza una compagnia di eroi alla riscossa e un salvataggio da attuare. Eccoli: Percy, Annabeth e questa volta anche Talia, sulle tracce di Grover, a sua volta sulle tracce di altri due semidei, Nico e Bianca. Mostri e difficoltà si presentano fin da subito, ma anche aiutanti divini con le loro schiere di seguaci, come Artemide e le sue Cacciatrici, guerriere quasi immortali che hanno rinunciato per voto alla compagnia dei ragazzi. Da subito le complicazioni sono gravissime e la stessa Annabeth si “perde”, seguita a ruota dalla stessa Artemide sulle tracce di un mostro antico e potentissimo. Apollo con il suo carro, Atena con i suoi occhi grigi, la bellissima Afrodite... perfino il Signor D e forse lo stesso Pan: tutti gli dèi sembrano pronti ad aiutare, prima o poi, la compagnia di eroi (soprattutto eroine) in missione contro Crono. Perfino misteriose umane immuni alla Foschia e dolci vacche-serpente fanno la loro comparsa a fianco di Percy Jackson. Ma questa volta non si tratta solo di sconfiggere una serie di mostri: molto più preoccupanti sono le fatali profezie che potrebbero presto diventare la rovina dell'intero Olimpo.
La saga continua con nuovi personaggi, nuove profezie, nuovi mostri: la mitologia greca è un repertorio vastissimo a cui poter attingere per ricreare e ricombinare, fino all'Ofiotauro Bessy. Ma la vera intuizione del libro è l'aver finalmente reso esplicito e fatto intervenire nella fiction un altro immaginario che dà forma al racconto, quello dei giochi di ruolo e di miniature o di carte. Nico, anche lui semidio, è un appassionato di Mitomagia e il suo arrivo al Campo Mezzosangue è segnato dal suo continuo paragonare le caratteristiche degli dèi con i rispettivi personaggi del gioco. In questo modo, Rick Riordan fa l'occhiolino a coloro che non troveranno mai troppo repentine le dinamiche narrative e il modo in cui Percy e i suoi amici sconfiggono i mostri: utilizzando gli oggetti magici, raddoppiando la propria forza o guadagnando abilità speciali se entrano in contatto con specifici elementi, come l'acqua... tutti meccanismi simili a quelli delle sessioni di un gioco come - se esistesse - Mitomagia. Forse anche un modo per provare a superare questo tipo di narrazione e cominciare ad entrare  davvero nei personaggi, che, un po' cresciuti, cominciano a guardarsi più in profondità e con occhi diversi.

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