Piccole storie negre

Piccole storie negre
Ranocchie che fumano la pipa e pulcini scaltri più di una volpe. Pennuti vendicativi e famelici. Alberi e animali parlanti. Sovrani bambini e bambini inghiottiti da qualche spietato uccellaccio… C’è l’Africa – misteriosa, affascinante, magica, stregata – alla base delle storie che lo svizzero Cendrars, nomade d’istinto e scrittore per vocazione, pubblica nel 1928, in un periodo, cioè, in cui il Continente Nero diventava fonte d’ispirazione per gli artisti più coraggiosi e innovativi. E le racconta, queste storie, con le cadenze ipnotiche di un contastorie, come per trascinare i suoi lettori bianchi lontano da salotti e appartamenti, richiamandoli attorno a un fuoco crepitante acceso nel mezzo della savana, mentre la luna è alta e gli animali selvaggi rumoreggiano tutt’intorno. Un libricino delizioso, che ha quasi ottant’anni e neppure una ruga, e il cui piacere è raddoppiato dalle cinquanta, poetiche illustrazioni di Pierre Pinsard, giovane artista d’avanguardia che arricchì col suo talento visivo la nuova edizione delle Piccole storie negre, uscita nel 1929. Per bambini di tutte le età.

 

 

 

 
 
 
 
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