Prendere una lepre

Prendete una giornata di vacanza in cui sta per iniziare a piovere. L’occasione giusta per una passeggiata in bicicletta in campagna. Giunti in un campo isolato, dovrete trovare un buon posto d’osservazione e aspettare. Dopo circa mezz’ora di attesa, poco prima della pioggia, potrete scorgere una piccola lepre che inizia a saltellare. Guardatela, sorridetele a lasciatela lì dov’è: è questa la ricetta della “lepre in umido”. Per poter gustare, invece, un brodo di tartaruga, vi bastano un mare, un sole intero, un pizzico di spiaggia, vento q.b. e una tartaruga marina che nuota libera. Per non parlare dell’ottimo piccione con le fave: una ricetta semplicissima: bastano una manciata di fave da lanciare a terra e aspettare che giungano i piccioni a contendersele. Pochi ingredienti, come per il pasticcio d’oca: basta solo introdursi in un pollaio e attendere. Potrete vedere che l’oca è davvero un animale poco sociale e inveisce contro tutti; se deve mangiare sporca e quando si lava lascia le piume dappertutto: una vera pasticciona. E poi ancora il cinghiale stufato, il bue alla moda, il pollo vestito, gli uccellini scappati…

“La nuova scienza in cucina e il corretto nutrimento dell’anima. Manuale pratico per gli amanti degli animali veloci e di quelli lenti”: è l’eloquente sottotitolo che appare sulla copertina di Prendere una lepre di Biagio Biagini, con le illustrazioni di Giuseppe Palumbo. Un libro che sembra essere giunto dal passato, condito da un linguaggio morbido, pregno di sentimento e spiritualità. Poetico. Una rassegna di “ricette” che brindano alla vita, all’esistenza di tutti gli esseri viventi, senza distinzioni di specie. La chiave di lettura dell’antispecismo di Biagini risiede nel non trattare il tema del vegetarismo e del veganismo – temi che negli ultimi anni hanno avuto una maggiore cassa di risonanza – con violenza e a voce alta: al contrario, l’autore esce dalle trincee del relativismo e si mette a raccontare con ironia pacata storie d’amore e rispetto, portando il lettore, attraverso una parola quasi sussurrata, alla riflessione, che in un giovane cuoco, ci viene detto in una prefazione “che Pellegrino Artusi – autore nel 1891 de La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene – non avrebbe mai scritto”, nasce attraverso un atto di pietà nei confronti di un agnello, nei cui occhi riconosce i propri. Piccola curiosità: le ricette di Prendere una lepre sono state trasformate in video e trasmesse su Veggie Channel. Un’ottima occasione, dunque, per ragazzi e per adulti, di conoscere un punto di vista che ripudia, in ogni sua forma, il concetto di violenza.

 

 

 

 
 
 
 

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