Pronto Soccorso e Beauty Case

Pronto Soccorso e Beauty Case
Chi passa per il piccolo quartiere di Manolenza deve tenere gli occhi bene aperti. Ogni abitante sembra avere una specialità diversa per lasciare “senza” qualcosa lo sventurato passante. C'è chi ruba autoradio, chi ruba dentiere, chi ruba orecchini e chi ruba gomme d'auto. Qualche ragazzino si è persino ingegnato a trovare un sistema per rubare le gomme da masticare agli altri ragazzini: uno si occupa di dare un calcio nelle palle allo sfortunato masticatore e l'altro è pronto ad acchiappare la gomma che il poveretto sputerà per il dolore. La specialità di Pronto Soccorso invece è quella di rubare motorini che poi trucca (la prima cosa da fare è togliere i freni) per andare in giro per il quartiere a velocità incredibili e sfracellarsi dove gli capita senza fermarsi mai. Beauty Case invece è una ragazzetta molto carina, una vera sventola in miniatura, ogni volta che mangia il gelato tutto il quartiere si ferma estasiato ad osservarla. La specialità di Beauty Case è rubare i cuori e si dà il caso che questa volta la sua vittima sia proprio il nostro Pronto Soccorso...
Quadrato come la copertina di un 45 giri questo volume della Orecchio Acerbo è una vera musica per gli occhi. Francesca Ghermondi, disegnatrice dal respiro internazionale pubblicata in diversi paesi, illustra il racconto di Stefano Benni con un tratto che ricorda molto da vicino quello di Andrea Pazienza. I disegni, divertenti e colorati, si integrano alla narrazione scritta come in un fumetto, con parole fluttuanti dentro alle classiche nuvolette, con scritte a caratteri cubitali e font parlanti, con le immancabili onomatopee ( “Splut!”, “Gneek”, “Stong!”) ad accompagnare la lettura tra piccoli disegni e illustrazioni grandi due pagine. L'onomatopea più presente in assoluto è senz'altro quella che produce la mitica lambroturbo di Pronto Soccorso, quel “Broooomm” che accompagna ogni accelerata e ogni impennata e che fa da leitmotiv all'intero racconto. Pronto Soccorso e Beauty Case, pubblicato originariamente nella raccolta “Il bar sotto il mare”, gioca a rovesciare con gli strumenti speciali di Stefano Benni (comicità, gusto per il gioco di parole, fantasia, assurdo), tutti gli stereotipi che ruotano attorno ai quartieri di periferia. Ed ecco che una di quelle zone malfamate che potremmo trovare, per esempio, ai margini di una grande metropoli diventa il teatro di una tenera e scorticata storia d'amore tra un giovane ladro di motociclette e una aspirante parrucchiera. Una vicenda capace di trasformare i ladri e i malfattori di Manolenza in paladini pronti a soccorrere, dai terribili blocchetti delle multe di Joe Blocchetto, i due innamorati che hanno cambiato la loro vita e quella di tutti. D'altra parte, bene come lo dicono in questo libro Benni e la Ghermandi, lo diceva anche De Andrè: “dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior”.

 

 

 
 
 
 
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