In punta di piedi sull’orizzonte

In punta di piedi sull’orizzonte

Il rituale è il solito: all’alba con la mamma si reca in spiaggia, si siede su una radice di una mangrovia e coglie raggi di sole, i primi della giornata. Una volta presi con la mano se li mette in una tasca del cuore. Un rito iniziato quando, per una malattia, i suoi occhi hanno cominciato a non funzionare bene e piano piano l’hanno costretta a un nero assoluto, per fortuna eliminato da un’operazione chirurgica. La piccola Azul si è convinta che se coglierà quanti più raggi possibile tornerà a vedere! Ma quel periodo di buio le apre le porte allo sviluppo di un altro senso, l’olfatto. Scopre così che ogni cosa, persona, città, fiore ha un suo profumo specifico e riconoscibile. Quello che proprio non riesce a individuare è il profumo del sole. Passata l’emergenza della vista, lo sviluppato senso dell’olfatto resta comunque una caratteristica forte della sua vita, anche se il profumo del sole continua a rappresentare un mistero per lei. Non perde nemmeno l’abitudine di svolgere il rituale quotidiano con la mamma con cui coglie i primi raggi del sole con le mani e se li porta al cuore. È proprio durante l’ennesimo rituale che la madre le comunica la visita dei nonni o meglio di “abuelo e abuela”, perché portoricani e attivisti contro l’americanizzazione dei loro connazionali che si stanno lasciando un po’ troppo andare con i film di scarso spessore e il cibo spazzatura di provenienza USA. Insomma, per l’ennesima volta i nonni protesteranno con altri contro “l'innovazione culturale americana”...

La “linea di rottura dipinta con l’oro” che è inizialmente una modalità che vede applicare per riparare una tazza blu rotta (una vera e propria arte del recupero degli oggetti danneggiati rappresentata dal “kintsugi”, letteralmente “riparare con l'oro”, pratica giapponese che richiede particolare tempo e molta pazienza), diventa per la piccola Azul una specie di preziosa soluzione da applicare anche contro il dramma della separazione dei genitori, vissuta appunto come una vera tragedia da una ragazzina che avrebbe preferito continuare a vedere i genitori litigare, ma restando insieme, senza nemmeno capire il carico di disagio e di tensione che tutto questo portava nella sua casa e nella sua giovane vita. E c’è voluta una settimana di sospensione da scuola e l’essere venuta a conoscenza di una storia non edificante messa in atto dagli statunitensi ai danni dei giapponesi, ai tempi della Seconda Guerra Mondiale e del bombardamento di Pearl Harbor, per recuperare, dopo l’annebbiamento del dolore, quella giovane capacità di ragionare e incasellare gli avvenimenti della sua vita, dovuta anche alle esperienze forti e formative già avute come il periodo di cecità. Interessante questa caratteristica del farsi guidare dall’olfatto, quasi come fosse un collegamento diretto con il cuore, un modo per entrare nella profondità della realtà che la circonda e attraverso gli odori scoprire e capire l’essenza di tutte le cose, così come l’indubbia capacità di “vedere” e di esternare con il disegno e l’utilizzo di simbologia che racchiude tutto il suo dolore, ma anche tutta la sua voglia di vivere.



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