Quasi quasi oggi cresco

Un bambino decide che oggi è il giorno giusto per crescere: crescono i suoi piedi, gli crescono le gambe, la pancia, il sedere, le orecchie, le braccia, le mani, il collo, la testa, il cuore. I piedi gli crescono talmente che le scarpe sembrano due navi e i suoi due amici, un topolino e un coniglietto, navigano ai suoi piedi, insieme ai pesci, le ranocchie e un granchio con le sue chele. Le gambe si allungano a tal punto che ora può sedersi su una montagna e avere una nuvola per cappello. La pancia diventa una mongolfiera che lo fa volare insieme agli aquiloni e le nuvole. Il sedere diventa rotondo, come una luna quand’è piena, circondato dalle stelle e osservato dai lupi. Le orecchie si tendono tanto da permettergli di sentire lo sciabordio delle onde e il ruggito dei leoni, che vivono nella savana con la tigre, l’elefante, il tucano e tanti altri animali, compresi il topolino e il coniglietto che lo accompagnano sempre. Le braccia sono così grandi che ora può stringere il mondo intero in un abbraccio, mentre intorno i pianeti e gli extraterrestri gli sorridono e i suoi due amici si abbracciano impauriti. Ma sarà proprio oggi il giorno giusto per crescere?

Quasi quasi oggi cresco è un albo scritto da Pina Irace e illustrato da Valeria Valenza che si rivolge ai bambini dai 3 anni in su. Il testo, per ogni illustrazione che riempie le due pagine affiancate, ripete il titolo, seguito dall’indicazione di cosa cresce (i piedi, le gambe, la pancia, il sedere...) e poi due versi in rima: un testo di facile lettura, insomma, accompagnato ad immagini ricche, estremamente articolate per la fascia d’età indicata. Forse bisogna sfogliarlo di nuovo, dopo la lettura, per andare a notare i tanti animali-personaggi della comunicazione visiva. Un racconto sulla gioia dei bambini di crescere che spesso è accompagnata, in un binomio antitetico, al timore che avvenga troppo in fretta. E allora dalle immagini fantasiose che si espandono fino a rappresentare l’universo, si approda all’abbraccio rassicurante della mamma e alla stanza del bambino, piena dei giochi con cui lui ha costruito fin qui il suo immaginario. Arriva il sonno riparatore e il gioco della crescita viene rimandato al giorno dopo.

 


 

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