Quest'alce è mio

Quest'alce è mio
Alfredo aveva un bellissimo animale da compagnia: un grosso, pacifico alce. L'alce era suo perché un giorno il piccolo Alfredo lo aveva visto comparire dal nulla e aveva deciso di chiamarlo Marcello. Da quel momento il bambino e l'alce non si erano più separati. Il piccolo Alfredo infatti portava Marcello dovunque e lo istruiva secondo le sue regole. Non sempre Marcello seguiva le regole ma Alfredo sapeva che l'alce lo ascoltava perché – per esempio – seguiva alla perfezione la regola numero 4: lasciare in pace Alfredo quando ascolta i suoi dischi in vinile. Siccome Marcello non seguiva mai la regola numero 7, sottosezione b (mantenersi sempre a una distanza accettabile da casa), Alfredo aveva cominciato a portarsi sempre un lungo gomitolo di lana per non perdere la strada. Ma un giorno il bambino, che stava passeggiando insieme a Marcello, fa una scoperta terribile...
Oliver Jeffers, pluripremiato autore irlandese (di stanza a Brooklyn), confeziona un albo che è un vero e proprio gioiello. A conquistare il lettore ci pensa, prima di tutto, l'irresistibile ingenuità del piccolo protagonista, convinto che l'alce sia suo e che segua tutte le sue regole anche se – per esempio – il motivo per cui lascia in pace Alfredo mentre ascolta la musica è perché nel frattempo ha trovato una gustosa e succulenta mela. I testi sono facili e divertenti, pieni di ironia e di comicità. Ma seguendo Alfredo nelle sue mirabolanti fantasie che elevano l'alce a eroe inconsapevole, c'è l'altra metà di Jeffers, l'Oliver illustratore. Le tavole infatti seguono alla perfezione il filo della storia, esprimendo la stessa delicatezza che Jeffers mette nelle parole. Sembrano fatte con i pastelli a cera o a olio, riescono ad infondere ai personaggi stilizzati grande vivacità ed energia. Gli sfondi che si susseguono possono essere completamente bianchi, ritoccati al computer o dei veri e propri quadri paesaggistici. In tutti i casi il tratto di Jeffers riesce ad esaltare sempread esaltare il racconto – romantico e divertente – di un alce e di un bambino, che spiega con leggerezza come essere amici voglia dire anche accogliere l'altro senza egoismi.

 

 

 

 
 
 
 
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