Questo non è il mio cappello

Questo non è il mio cappello
Un pesciolino piccolo ha appena rubato un piccolo cappello a un pesce enorme. A lui sta meglio, forse il pesce grande non se ne accorgerà, forse qualcuno l'ha visto ma probabilmente non lo dirà a nessuno... Mmm, ne sei proprio sicuro, pesciolino?
Questo illustrato fa parte di una sorta di “trilogia del cappello”, iniziata nel 2012 con Voglio il mio cappello!, selezionato dal New York Times come uno dei dieci libri illustrati più belli dell'anno. Ottime premesse. Jon Klassen scrive e illustra una storia deliziosamente fine a se stessa: certo, si potrebbe dire che, in fondo, il pesciolino ci insegna che rubare non è una buona azione (e, a volte, nemmeno una buona idea), ma si rischierebbe di perdere la spensierata leggerezza del racconto. Il monologo interiore del pesciolino, che tenta di autoconvincersi del fatto che il furto sia stato un gesto non così grave e che cerca di farla franca, si snoda seguendo le scie di bollicine lasciate dai buffi personaggi acquatici. I pensieri del piccolo ladruncolo vengono continuamente contraddetti dalle immagini, mostrando un irritato pesce grande alle prese con la ricerca di un cappello che, in effetti, è di una taglia assolutamente inadatta al suo fisico - diciamo così -; infondo, non è bello ciò che è bello... Particolarmente divertenti sono gli scambi di sguardi: i pesci, si sa, non sono particolarmente espressivi; Klassen decide di giocare con questo fattore, contrapponendo lo sguardo “da pesce lesso” del pesciolino allo sguardo indagatore e accusatorio della vittima... Sì beh, vittima fino a un certo punto: nel finale, in cui sono solo le immagini a parlare (non serve altro), la giustizia marina verrà ristabilita e il capello tornerà al suo legittimo proprietario. Una parola in più si deve dedicare al ritmo del testo: i pensieri del pesce-ladro si articolano in una specie di monologo teatrale e modulato, che rende questo testo perfetto per la lettura ad alta voce: un momento certamente breve (le pagine sono davvero poche), ma spassoso.

 

 

 
 
 
 
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