Racconti macabri

Racconti macabri

“L’infelicità è molteplice. La sventura della terra è multiforme. […] Come nell’etica il male è conseguenza del bene, così nella realtà dalla gioia scaturisce il dolore”. Lui, Egeo, malaticcio, malinconico, discendenza di nobili visionari, rintanato sempre nell’antica dimora, soprattutto nella biblioteca colma di volumi speciali; lei, Berenice, sua cugina, agile graziosa traboccante d’energia, impegnata nelle sue corse sulla collina. “E poi, poi tutto è mistero e terrore, un racconto che non dovrebbe essere narrato”. Un male fatale colpisce la ragazza, alterando la sua mente, le sue abitudini, il suo carattere, persino la sua identità. Anche Egeo si aggrava, si dedica ai suoi libri più intensamente, ma spesso è preda di eccessi monomaniacali, di lunghi incantamenti improvvisi, di divagazioni, vittima di una fantasia malata. Si approssima il giorno delle nozze ma all’improvviso Berenice muore, dopo che Egeo crede di averla vista, comparsa all’improvviso, mentre era seduto nella biblioteca, pallidissima, la fronte alta, i lunghi capelli d’ebano e i denti – oh i suoi denti – di un bianco terrificante… Un animo docile e mite incontra da giovane una compagna con la sua stessa indole e con la stessa inclinazione nei confronti degli animali. Quando si sposano, i due giovani dividono la loro casa con diversi uccelli, dei pesciolini, un cane, dei conigli, una scimmietta e un gatto. Bellissimo, grosso, nero, assai intelligente. Pluto – questo il nome del gatto – è il preferito del giovane e suo compagno inseparabile, in casa e spesso anche durante le passeggiate fuori. Ma dopo alcuni anni, il demone dell’Intemperanza s’impossessa del giovane; lui beve, beve senza controllarsi, diventa violento e “sempre più incurante dei sentimenti altrui”. A farne le spese è soprattutto sua moglie, spesso vittima di un linguaggio sconveniente e anche di violenza personale. Ma anche gli animaletti di casa subiscono le conseguenze del mutato carattere del loro padrone. All’inizio Pluto è un po’ al riparo dalla sua irritabilità ma una sera, spaventato dalla violenza del giovane, lo graffia. L’uomo allora afferra un temperino e cava un occhio al povero gatto. La bestiola piano piano guarisce, passa del tempo durante il quale il giovane alterna disgusto per se stesso a irritazione. Poi è “lo spirito della perversità” ad avere la meglio. “Chi non ha almeno cento volte commesso un’azione sciocca o vile, per nessun altro motivo se non perché sa che non dovrebbe commetterla?”. Un mattino, a sangue freddo, l’uomo passa un cappio attorno al collo del gatto e lo impicca al ramo di un albero, lo impicca unicamente perché sa che la bestiola lo ha amato e mai gli ha dato motivo di offesa. Quella stessa notte…

Destinato, nelle intenzioni, ad un pubblico giovane, questa magnifica edizione illustrata di otto tra i più bei racconti di Edgar Allan Poe pubblicati tra il 1835 e il 1845 – come è noto, uno dei più importanti scrittori statunitensi, visionario iniziatore della letteratura dell’orrore, poliziesca e del giallo psicologico, capace di toccare e svelare gli abissi dell’animo umano – è assolutamente imperdibile per chiunque ami collezionare nella sua biblioteca piccoli gioielli. Questo cartonato offre una veste raffinatissima ai racconti neri di Poe grazie al tocco eccentrico e onirico dell’autore e illustratore parigino Benjamin Lacombe, classe 1986, tra i maggiori rappresentanti della nuova illustrazione francese e del surrealismo pop, tradotto e premiato in molti paesi, nel 2007 inserito da “Time” tra i dieci migliori illustratori di libri per bambini. A diciannove anni Lacombe firmava già i suoi primi graphic novel e da tempo espone regolarmente in prestigiose gallerie di tutto il mondo. I suoi personaggi dagli occhi grandi e malinconici e dalla luce inquietante si prestano perfettamente a tradurre in immagini questi racconti noti a tutti, in tavole grandi che spesso occupano due intere pagine, a volte a fondo nero, talvolta incorniciate come fossero quadri di una galleria dall’aria cupa e vagamente macabra, comprese le immagini che corredano le biografie dello stesso Lacombe, di Poe e di Charles Baudelaire. Come è noto, è a quest’ultimo che si deve la prima traduzione di Poe in Francia, ed è quindi a lui che si attribuisce il merito di averlo fatto conoscere in Europa; Baudelaire dedicò questa traduzione alla zia e suocera di Poe Maria Clemm, alla quale è riservata una pagina con relativo ritratto ovale, sempre opera di Lacombe, in questo volume che si completa con un saggio, interessante e appassionato, dedicato allo scrittore americano firmato appunto da Baudelaire: “Devo scrivere la storia di uno di quegli illustri sventurati, troppo ricco di poesia e di passione, che è venuto, dopo tanti altri, in questo basso mondo per fare il duro apprendistato del genio tra le anime inferiori. Che penosa tragedia la vita di Edgar Allan Poe!”. E ancora, citando un biografo un po’ cinico: “Per Poe sarebbe stato meglio avere soltanto talento, poiché il talento si sconta sempre più facilmente del genio”. Le atmosfere gotiche dei racconti di delirio, di lucida follia, di insopprimibili istinti distruttivi, mescolati con elementi sovrannaturali, trovano la loro dimensione perfetta nel romanticismo dark delle splendide tavole di Lacombe; chi credesse di riconoscervi tratti che ricordano Tim Burton non si sbaglierebbe certamente, dal momento che l’illustratore francese ha confessato che nel cineasta e autore americano individua uno dei suoi punti di riferimento. A chi gli ha chiesto il perché di questa scelta caduta sullo scrittore americano, Lacombe ha risposto così: “La scoperta di Poe e dei suoi racconti quando avevo dieci anni è stata decisiva nel mio percorso, mi ha aperto un universo al quale mi sentivo molto vicino. Da allora ho creato un sacco di immagini nella mia testa; ma mi ci sono voluti anni per superare la paura di approcciarmi a un tal monumento della letteratura”. Lacombe ha già illustrato un secondo volume di racconti di Poe e l’anno prossimo dovrebbe arrivare anche in Italia. Se avete in progetto un regalo speciale, che sia per un innamorato dei libri belli o un giovane lettore, non dimenticate questo suggerimento.



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