Reato di fuga

Reato di fuga
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“Sai papà, da un po’ di tempo mi domando che cosa farei io se avessi tra le mani il tipo che ti avesse ferito e che poi fosse fuggito.” Due volte al mese, Sébastien va in campagna con suo padre a sistemare una casa che – gli dice lui - “è la sola cosa che tua madre non si è presa”. Ma un venerdì qualunque, diverso dagli altri per una spaventosa fretta di raggiungere la casa di campagna e l’idraulico, avviene l’incidente. “Abbiamo avuto dei momenti difficili noi due. E spero che possiamo superarli insieme.” Un evento innominabile che il padre pretende non sia mai accaduto e che Sébastien dimentichi, un tabu che incrina irrimediabilmente il loro rapporto, la serenità del ragazzo e la vita di un’altra famiglia: quella di Loïc, che in un venerdì noioso come gli altri vede di colpo volare e poi cadere al suolo sua madre, travolta da una macchina. Loïc è poco più grande di Sébastien, ma non ha il più padre e anche se lavora già, vive costantemente sotto l’ala della madre. Ora, però, che il desiderio di autonomia si trasforma di colpo in un dovere di cura e in una speranza forse disperata, tutto diventa diverso. C’è un modo perché i due ragazzi e le loro famiglie possano tornare a una vita normale? Sébastien non si arrende al silenzio paterno e, in qualche modo, va in cerca di Loïc e sua madre, sfidando la sorte e i suoi genitori.

Nella fondata convinzione che con i ragazzi si possa e anzi si debba parlare di qualunque cosa, il libro racconta un incidente dal lato di chi lo provoca, con tutte le sue conseguenze, alternando la durezza della vita reale a uno stile più ironico e proprio dei romanzi dedicati agli adolescenti. Essere il testimone di un incidente ma, soprattutto della vigliaccheria del padre, è per Sébastien il definitivo passaggio all’età adulta che Loïc ha già affrontato. Il “tu” si alterna alla prima persona rendendo anche stilisticamente il tentativo di Sébastien di affrontare il trauma nell’unico modo possibile: mettendosi (e mettendo il lettore) nei panni dell’altro. L’amicizia tra i due ragazzi è raccontata con grande capacità di dar voce ai dubbi e ai sentimenti ed è uno dei mezzi che i due protagonisti hanno per stabilire una propria identità e autonomia da due famiglie non proprio perfette. Al centro non c’è solo la scoperta dell’umanità e fallibilità dei propri genitori ma il faticoso percorso per diventare migliori di loro, scegliendo consapevolmente la propria eredità e ciò che invece li distinguerà nettamente come prossimi adulti.


 

 

 
 
 
 

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