Ricker Racker Club

Ricker Racker Club

Un club è una cosa molto speciale e il Ricker Racker Club ha per regole condizioni molto selettive: primo bisogna essere maschi, secondo non sono ammesse le femmine se non di martedì, terzo una volta a settimana bisogna fare una cosa straordinariamente coraggiosa e una incredibilmente gentile. Una volta entrati si potrà poi adottare il codice segreto: stretta di mano e parola d’ordine segretissime. Come ogni club che si rispetti il Ricker Racker può vantare anche una mascotte, la tartaruga Albert. I due fratellini fondatori, Max e Ollie, si tuffano volta per volta in avventure intrepide degne del club, come saltare con un balzo il fiume Spaccaossa, passare sotto il nido della gazza, penetrare la Foresta delle Ragnatele, attraversare di corsa il Campo delle Api Pizzicone, inoltrarsi giù per la Collina degli Ululati. Non da meno sono anche le imprese degli altri membri man mano iscritti, che li vedono ingozzare stomachevoli frullati di pomodoro e latte, recuperare il freesbee caduto dal vicino Lupo Sonnacchioso, percorrere il Ponte tibetano Buccia di Banana o il Tunnel del Destino Avverso. Solo la piccola Poppy settimana dopo settimana si mostra invece generosa, concedendo loro tutto il proprio gelato o offrendosi di riordinare le loro camere… eppure nulla da fare, l’ammissione al club non riesce mai ad arrivare. Solo un giorno, e non di martedì, quando Albert la tartaruga finisce nel prato di Lupo Sonnacchioso e i membri del club non riescono con numerosi tentativi a mettere in salvo la loro amica in pericolo, l’aiuto di Poppy viene accettato. Con le parole che usa per parlare con Lupo Sonnacchioso come d’incanto la situazione si risolve e meritatamente Poppy si ritrova non solo ammessa ma addirittura eletta Regina del Ricker Racker Club per sempre (dopo avere avuto ovviamente la camera rassettata, ricevuto tanto budino con gelato e avuto indietro tutti i soldini del Topino dei Denti, più due soldini extra…).

Patrick Guest, l’autore australiano di questa deliziosa storia su diffidenza e riconoscenza, sceglie come spunto una situazione divertente e decisamente comune nelle dinamiche infantili, quella della stranota contrapposizione delle "confraternite" di genere (spesso maschili…), e ne sfata con due risate tutto il fascino che immancabilmente questa specie di appartenenza discriminatoria esercita sui bambini. L’insieme di regole sciocche e pretestuose messo su nei giochi finisce per essere smentito talvolta da una semplice esperienza; potrebbe bastare soltanto guardare oltre il gruppo, ribaltandone anche le regole, e capire che chiunque può stupire, nascondere risorse inaspettate ed essere capace di rivelare doti insospettabili. Non a caso è proprio la gentilezza di Poppy la dote che vince sulle prove di intraprendenza rivelando ben più coraggio e generando con l’esempio bellissimi effetti di riconoscenza. Molto allegre e spiritose sono le illustrazioni di Nathaniel Eckstrom che accompagnano con ironia questa storia ispirata che nelle sue pagine parla anche di natura, di giochi liberi, delle prove di coraggio tanto care all’immaginario iniziatico dei bambini, fuori finalmente dalle mura domestiche e immerse nelle case sugli alberi, in ponti, boschi, arrampicate, in tutto quel magnifico e formativo contesto naturale di cui i nostri bambini di città non conoscono purtroppo più molto.

 

 


 

 

 

 
 
 
 

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