Rico, Oscar e la pietra rapita

Rico, Oscar e la pietra rapita
Nel diario Rico scrive che negli ultimi tempi tutto ha funzionato alla perfezione ed è stato molto fortunato con le sue rotelle. Certo, ogni tanto avverte degli scricchiolii nella sua testa e qualche rotella, durante la lezione di matematica, ad esempio, o quando cerca di chiudersi la cerniera lampo, si incastra. È che Rico ha un cervello lento ma riesce a conviverci e poi, davvero, in questo periodo tutto gli va alla grande: ha un cagnolino fedele, con la mamma abita nell’appartamento più fico di Berlino, probabilmente il poliziotto Celli diventerà il suo nuovo papà e Oscar, il suo migliore amico, si è trasferito a vivere nel suo stesso palazzo. Tutto scorre alla grande fino a quando muore il signor Orsi, inquilino del palazzo dai modi burberi a cui Rico però si è affezionato. Orsi gli ha lasciato in eredità la sua preziosa collezione di sassi, compresa la pietra vitellina, che però scompare rubata da chissà chi poco dopo il funerale. Rico, aiutato da Oscar, è deciso a recuperarla avventurarsi in un'indagine che lo porterà fino al Mar Baltico...
Rico, Oscar e la pietra rapita è l’ ultimo volume della trilogia ideata dallo scrittore tedesco Andreas Steinhöfel (gli altri volumi sono Rico, Oscar e il Ladro OmbraRico, Oscar e i cuori infranti). Al centro della trilogia c’è un ragazzo sceso a patti con il suo leggero ritardo nel capire le cose e non angustiato dalla presenza di Oscar, un ragazzo al contrario decisamente intelligente, “l'unico bambino al mondo - sostiene il poliziotto Celli - che capisce l'ironia” ma che pure ha i suoi problemi, orfano come è di madre e alle prese con un padre dall'animo fragile. Eppure i due sono diventati grandi amici,  capaci di condividere le proprie diversità fino a renderle un punto di forza tant'è che in ognuno dei tre volumi affrontano misteri che puntualmente risolvono con successo. Una lettura piacevole perché Rico è un personaggio tenero e spassoso (basta soffermarsi sulle definizioni delle parole nuove che riporta nel suo diario) e spiace un po’ sapere che non ci saranno altre sue avventure da leggere.

 

 

 

 
 
 
 
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