Ruggine

Ruggine
I bambini  e le persone anziane hanno tempo: tempo per pensare, per fantasticare, per gironzolare per la città, perdendosi nei desideri e nei ricordi. È così che un anziano signore, nonno di un vivace nipotino, si ritrova a tornare con la mente ai tempi passati quando il luogo dove è vissuto era diverso, quando andava a scuola, giocava a calcio e cercava ciottoli piatti per tirarli e vederli rimbalzare sull'acqua del fiume. Pensa a quando viveva in un quartiere di allegre casette linde e colorate, tutte uguali: un ambiente tranquillo turbato soltanto da un'ombra di nome Ruggine, il matto della zona. Un individuo orribile, sporco e vecchio, che viveva in una stamberga, andava in giro raccogliendo rifiuti e parlava a vanvera, evitato come la peste da adulti, bambini ed animali. Eppure... eppure il nonno di questa storia da bambino ne era stranamente affascinato: non riusciva a staccare gli occhi da questo personaggio, non scappava come gli altri quando lui compariva e non capiva perchè gli adulti si dessero tanto da fare per mandarlo via. Tra il bimbo e Ruggine nasce un'intesa silenziosa, fatta di sguardi, parole borbottate, piccoli gesti e attenzioni che paiono casuali, un'intesa provvidenziale perchè spesso il pericolo è là dove nessuno se lo aspetta.
Alfredo Stoppa, un passato da libraio e un presente tra libri e bambini, racconta, insieme all'illustratrice Lucia Sforza, una storia profonda e delicata, che sfida le apparenze e i luoghi comuni. Il protagonista segue il filo dei propri ricordi, guarda al passato per ritrovare un rapporto umano unico, incompreso dai più ma che si è poi rivelato fondamentale per tutta la sua esistenza. La nostalgia non è mai amara, lo scorrere del tempo, il ritmo della vita creano un legame tra passato e futuro, tra l'infanzia del nonno e quella del nipotino che, un giorno, sarà a sua volta anziano. La scrittura è curata nei minimi particolari, i flashback si susseguono continuamente in un flusso continuo e dolce tra realtà e ricordi e i lettori sono aiutati dai cambiamenti tipografici a distinguere tra passato e presente. Il ritmo del racconto, le metafore, il lessico ricercato infondono alla storia una sottile vena poetica: la stessa poesia che solo il bambino e Ruggine, in un mondo che non riesce ad accettare le contraddizioni e la complessità della vita, riescono a cogliere.

 

 

 

 
 
 
 
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