Santi bambini

Santi bambini
Anna, Simone, Giorgia, Francesco, Martino, Pietro, Andrea, Caterina, Gerolamo, Giovanni, Antonio e Giacomo. Li conosciamo da Santi, siamo abituati a vederli rappresentati da adulti, con le loro storie, i loro supplizi e soprattutto a riconoscerli attraverso le loro caratteristiche specifiche. Ma anche i Santi sono stati bambini. E così  magari Anna da piccola adorava i libri, già prima di imparare a leggerli; o che a Martino piaceva fantasticare con un magico mantello sulle spalle, senza dimenticare di tagliarne un pezzo per il suo fratellino. Il piccolo Gerolamo si faceva cantare la ninna nanna da un leone, mentre a Giacomo le conchiglie che i nonni gli portavano dalle loro vacanze esotiche proprio non piacevano, così preferiva rispedirle in Oriente con dei pacchetti postali.
In Santi bambini Fabian Negrin, autore e illustratore del libro, riesce a conciliare antico e moderno, sacro e profano, senza banalizzare o diventare offensivo o superficiale. Attraverso dodici bambini, ci racconta dodici storie diverse, in cui i piccoli protagonisti sono a tutti gli effetti dei bambini come tanti altri: sono curiosi, amano la libertà, sono un po’ birichini e non vogliono andare a dormire. E le situazioni in cui sono “ritratti” rispecchiano il mondo a misura di bambino. c'è Simone che (casualmente?) affronta impavido un’onda, a bordo della sua barca... nella vasca da bagno. O Andrea che è in piscina a giocare con i pesci. Le illustrazioni sono semplici, surreali, stilizzate, quasi geometriche e occupano l’intera pagina, a volte sbordando anche in quella accanto. Per ogni santo-bambino rappresentato c'è una brevissima filastrocca in rima, in cui i riferimenti religiosi si mescolano con sapienza ad aspetti della vita del bambino. Un albo illustrato intelligente, a misura di bambino, per cominciare a parlare anche di Santi e di religione in maniera divertente e obliqua. Attraverso i brevi ritratti dei santi-bambini, al piccolo lettore arriva l’importanza ed il significato delle parole e delle azioni, col valore aggiunto della stretta relazione col proprio nome: la prima parola che i bambini imparano a scrivere.
 

 

 
 
 
 
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