Se fossi Matisse

Se fossi Matisse
In un paese triste della Francia del Nord, abita un bambino di nome Henri Matisse. Lì il cielo è sempre grigio e le giornate sono fredde ma la mamma sa colorarle e illuminarle in molti modi: con piatti disegnati appesi per la casa, con pennelli e vernici che Henri può mescolare, con fiori e frutta da sistemare e con l'opera dei tessitori di seta. “I colori dei teli si accostano, un colore accanto all'altro, accanto all'altro ancora” fuori casa e in casa, dove sono tappezzate di rosso le pareti e il pavimento sporco del salotto. A Henri sembrano coloratissimi perfino i piccioni che alleva e che al sole cambiano continuamente. Cos'altro potrà mai diventare da grande se non un pittore, questo bambino a cui nemmeno in un paese sempre grigio, triste e piovoso mancano i colori? Proviamo a scrivere una biografia partendo da un se: “se tu fossi un bambino di nome Henri Matisse...” Cosa succede a un grande pittore se si pensa a lui come a un bambino? Succede che torna un bambino. L'identificazione è immediata e il piccolo Henri gioca e colora come probabilmente farà chi legge quest'albo, senza nessuna idea precisa sul suo futuro. Al piccolo si affianca poi un Matisse già grande, che continua a giocare con il colore (e con il bambino): all'immedesimazione segue la compresenza, la possibilità di sentire vicino l'artista e le sue opere. Opere che, attraverso una complessa realizzazione basata sulla stampa a rilievo, vengono citate nell'illustrazione senza mai essere direttamente copiate e riprodotte, in modo da entrare nell'immaginario di chi legge, discretamente e per via di fascinazione. Il messaggio che sembra arrivare forte e chiaro, oltre all'indiscutibile passione delle due autrici per l'opera di Matisse, è che un destino straordinario può essere determinato, per esempio, dall'attenzione ai piccoli dettagli: i piatti colorati, i tessuti di seta, l'iridescenza dei piccioni. Ma leggere che questo destino non sia stato, in fondo, una sorpresa non è forse sminuirlo un po'? Quale magico potere di causa-effetto collega la sistemazione della frutta del mercato al successo come pittore chiave del Novecento? Nonostante l'evidente semplificazione, il gioco funziona perché la storia ha già un finale certo e l'autrice prova a integrare nel commento ciò che non racconta nella storia. L'ampiezza delle illustrazioni, il colore che pervade le pagine, la possibilità di riconoscersi in questo piccolo artista sono tutti elementi di sicura riuscita dell'albo. Come di certo è raggiunto lo scopo di far notare i motivi e i temi più caratteristici dell'opera di Matisse.

 

 

 
 
 
 
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