Sette minuti dopo la mezzanotte

Sette minuti dopo la mezzanotte
Conor O’Malley ha 13 anni e soffre per un incubo ricorrente, accompagnato da una forte sensazione di perdita. Buio, vento, urla. Sempre sette minuti dopo la mezzanotte. Quasi un appuntamento. Questa volta però qualcuno sta chiamando il suo nome. È sveglio e quella voce ha qualcosa di mostruoso. Il grande tasso che si ergeva di fronte alla sua finestra sta prendendo una strana forma. È lui. Il mostro. Ed è venuto a prenderlo. Ma la mattina seguente Conor è ancora lì, nella sua casa, in cucina, a prepararsi la colazione. Come tutte le mattine da quando la mamma si era ammalata. Evidentemente aveva solo sognato. A dispetto del tappeto di foglie di tasso che ricopriva il pavimento della sua stanza. Conor non ha paura. Né del tasso che lo visita tutte le notti, né della malattia che sta portando via la sua mamma, né di Harry che lo vessa quotidianamente a scuola. È solo ed invisibile per tutti. Per tutti tranne che per Lily, la sua amica da sempre. Ma anche Lily ha le sue colpe…
L’incubo di Conor continua a tormentarlo e lo farà fino a che lui capirà di cosa ha veramente bisogno, di cosa ha veramente paura. Il tasso tornerà a raccontargli tre storie finché non sarà Conor stesso a raccontare la sua storia, la sua verità. E la verità è ciò che maggiormente impaurisce il nostro protagonista. Conor è un ragazzo che è dovuto crescere in fretta a causa della malattia della mamma e per l’assenza del padre. È responsabile e sensibile, è un adolescente come gli altri alle prese con una cruda realtà che lo mette con le spalle al muro. Senza possibilità di scegliere. Può soltanto ammettere il suo tumulto e la sua sofferenza. E lo deve fare prima di tutto a se stesso. Solo la verità, per quanto scomoda ed inammissibile, potrà liberarlo. Tutta la trama converge verso il finale che svela il significato profondo dei racconti notturni del tasso, delle paure represse e dei gesti rabbiosi. È un romanzo sulla ricerca della verità e sulla costruzione della propria identità, attraverso le relazioni e gli scontri tra pari e tra generazioni a volte lontane. Nella lettura ci si perde tra ciò che sembra e ciò che è, tra quello che pensiamo e ciò che facciamo, tra la fantasia e la realtà. C’è tutta la fatica di crescere quando ci si scontra con situazioni e problemi più grandi di noi. E allora succede che “La mente crede a bugie confortanti, mentre conosce le dolorose verità che rendono necessarie quelle bugie. E la tua mente ti punisce per il fatto che credi contemporaneamente a entrambe le cose”. Di Sette minuti dopo la mezzanotte restano le suggestioni e le emozioni di scene tratteggiate finemente e accompagnate da immagini, rigorosamente in bianco e nero, graffianti. E il monito del tasso “La vita non si scrive con le parole. Si scrive con le azioni. Quello che si pensa non conta. La sola cosa importante è ciò che si fa”. Fa pensare.

 

 

 

 
 
 
 
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