Shelter

Shelter

All’angolo tra Hobart Gap e Road Pine vive la misteriosa Bat Lady, più che una centenaria dalla chioma argentata un personaggio da film dell’orrore, che, stando alle voci in città, rapisce bambini per farne chissà cosa, e nel giardino sul retro ospita una vecchia lapide. Mickey attraversa la strada a passo svelto e all’improvviso la vede, è la prima volta, e non sembra assomigliare a un pipistrello come allude il nome. Lui ha quindici anni è alto 1 metro e novanta e adora giocare a basket, un ragazzone giramondo con le spalle larghe, ma la sua vita negli ultimi mesi sta andando a rotoli: suo padre è morto in un incidente d’auto, sua madre è in clinica a disintossicarsi e la sua nuova ragazza Ashley è scomparsa nel nulla, come non bastasse deve ambientarsi in una nuova scuola, farsi degli amici e sopravvivere al liceo. Andrebbe tutto liscio forse, se la Bat Lady non lo fissasse negli occhi e lo chiamasse per nome, dicendogli a chiare lettere che suo padre non è morto…
Primo capitolo della saga di Mickey Bolitar, chissà se longeva quanto quella di suo zio Myron, il procuratore sportivo che accoglie in casa il ragazzo alla morte di suo padre, e che dal 1995 è protagonista dei 7 romanzi di Coben per adulti. Un giovane protagonista col senso dell’umorismo e la giusta dose di coraggio e incoscienza, un "team" di nuovi amici pronti a tutto pur di aiutarlo nella sua ricerca di Ashley, e una scrittura accattivante che fa presa sul lettore neanche fosse colla. Shelter significa rifugio; cosa ha a che vedere con suo padre e il misterioso lavoro dei genitori in giro per il mondo Mickey lo scoprirà pagina dopo pagina, coinvolgendo direttamente il lettore a cui spesso si rivolge. Un mistero che tiene alta la tensione fino alla fine, che significano Abeona Shelter e il simbolo della farfalla con gli occhi sulle ali? Coben semina indizi come fossero briciole, mantiene viva l’attenzione del lettore fino all’ultima pagina e, da bravo scrittore seriale, non svela certo tutto in questo primo capitolo. Per un autore di bestseller a suo agio coi thriller, il debutto nella narrativa per ragazzi poteva presentare delle incognite. Myron Bolitar ha fatto incetta di premi letterari e raccolto lodi unanimi, ma al nipote non manca certo l’appeal di famiglia, vincenti e convincenti risultano la trama e i personaggi: Ema l’amica dark coi tatuaggi e la battuta pronta, Spoon il nerd dalle mille risorse e persino Rachel, la cheerleader col mascara e il cuore tenero. Una saga che promette bene, non vedo l’ora di leggere le prossime avventure e scoprire tutto su Mickey.

 

 

 

 
 
 
 
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