Si può amare senza vento?

Si può amare senza vento?
Protetta nel suo nido di rami e foglie, Mò – un giovane esemplare femminile di falco - osserva i propri fratelli spiccare il volo nel vento e ormai andare a dormire sugli alberi o sulle rocce un poco più in alto. Mentre la madre insegna loro l’arte della caccia, il padre la nutre e la custodisce amorevolmente. Brama il giorno in cui potrà a sua volta librarsi in cielo sfruttando a sapienza le correnti d’aria, benché la sua speranza appare destinata a restare vana. La sua ala destra, infatti, è spezzata da quel giorno fatale in cui è precipitata inavvertitamente da un ramo. Il padre non si rassegna a insegnarle a viaggiare con la fantasia, e decide comunque di condurla incontro al vento. Insieme intraprendono un lungo cammino, zampettando tra il verde dei campi, fino al mare. Là dove il vento va a riposare e dove Mà, un gabbiano adulto ma con un’ala destra altrettanto spezzata, le offrirà un’inattesa opportunità…
Cicorivolta Edizioni pubblica un agile volumetto di poche pagine e rapida lettura. Ne è autore Max Fanelli, una laurea in discipline psicologico-sociali e un’occupazione nel campo delle risorse umane, che in questo suo libro d’esordio ricorre all’apologo per parlarci di libertà e di amore. Una coppia in verità già molto feconda in ambito letterario e in modo particolare nel mondo delle favole sia per bambini che per adulti. L’autore non spicca certo voli pindarici, ma non s’impantana nemmeno nelle secche della banalità. La sua prosa suona tutte le note necessarie ad un’esecuzione capace di suscitare più di un motivo di lettura e ad accendere di fervidi bagliori l’immaginario del lettore.

 

 

 

 
 
 
 
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