Sibilla nel cappello

Sibilla nel cappello
Sibilla è un pesce gatto enorme, forse il più grande del mondo, a detta degli abitanti del paesino dove si trova il lago in cui vive. Un paese di matti: una nonna senza Tv né internet, ragazzini – pochi – che tutto il giorno guardano sul fondo del lago; un tizio che gira con tre cappelli e si lava i piedi nella fontana con tanto di calzini... Lui, in effetti, tutti quanti lo chiamano il Matto. “La bambina”, fa la scontrosa, non capisce cosa ci possa essere di divertente in una vacanza così: “È una prigione, e non c’è altro modo per descrivere la cosa”. “La bambina” non sa chi è ma sa cosa le piace, e a poco a poco sa anche cosa non le piace: come quello che il ragazzino con quei bei capelli rossi vuol fare di Sibilla. Contro le tante trappole che Tito ha messo nel lago e dalla parte di Sibilla, però, ci sono anche Mimmo il riccetto e il matto dei cappelli: perfino battere i piedi (con scarpe e calzini) nel lago tutto il giorno può diventare un gesto astuto e sensato e, alla fine, farsi qualche nuovo amico (pesce gatto incluso) un’impresa non del tutto impossibile.

Un pesce che ha da subito un nome e una bambina ce non ce l’ha e che, anzi lo cambia a seconda dello stato d’animo e del modello a cui vorrebbe assomigliare: la ragazzina che fa un sacco di storie coi maschi o l’amica ribelle? Molti rifiuti e poche certezze in quest’età di mezzo, i compiti per le vacanze, la difficoltà di farsi nuovi amici in un posto noioso, un diario scritto per forza: è l’estate di tanti bambini che diventano grandi, e se dietro questo libro, insieme a Luisa Mattia c’è un gruppo di ragazzi, si sente. Lo stile rapido di chi non ha tanto tempo da perdere nelle cose dei grandi, le storie semplici di chi è bambino ancora a metà, l’alta leggibilità dell’ormai collaudato font bianconero® e di tutti quegli accorgimenti – in primo luogo proprio la brevità – che saranno graditi da ragazzi che non amano leggere, per scelta o per difficoltà. Le illustrazioni, se possono sembrare mortificate dal bianco e nero, proprio grazie al bianco e nero e ai pochissimi particolari rimarcano anche visivamente il carattere vago e sfuggente della protagonista. Nella sua rapidità, che cresce fino a diventare concitazione, la storia propone personaggi memorabili e realistici, la sfida di non pensare per pregiudizi che ingabbiano prima di tutto se stessi, il gusto di sentirsi eroi, il bello di scoprirsi cambiati nel giro di appena un’estate.

 

 

 
 
 
 

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