Socrate l'oca fantasma

Socrate l'oca fantasma
L'oca Socrate ha trovato in casa uno scatolone pieno di vecchie trapunte, ma le oche, con tutte le loro calde piume, non hanno mai freddo, e allora a cosa possono servire? Socrate con l'aiuto di Fildiferro, il gatto, trascina le coperte in giardino e s'inventa una casetta buttando le trapunte sul ramo basso di una grande quercia. Dentro c'è buio: gli occhi verdi del gatto brillano sinistramente, il corpo bianco dell'oca sembra senza piedi, è un fantasma con il becco! Il sole tramonta e ormai anche fuori è buio, in quella casina sono invitati tutti gli amici: Socrate, Fildiferro, Liscia, Pallida, Lou-oca e Gollo. Si mettono stretti, stretti in attesa delle volpi, per una volta vogliono essere loro a spaventare; intanto giocano a chi fa più paura, ma un "Buh!" improvviso li fa saltare indietro...
Tiziana Merani umanizza gli animali per raccontare il gioco che ogni bambino ha bisogno di giocare, quello della fantasia, che trasforma vecchie coperte in una casa, in un castello infestato dai fantasmi, nel letto più grande del mondo; un gioco che allena alle paure, un gioco che è bello perchè giocato con gli amici, dove ognuno deve avere un ruolo attivo e in cui viene lasciato anche lo spazio per gli adulti che vogliono partecipare. Però si arriva all'ultima pagina e il racconto si ferma con i puntini di sospensione, così il lettore  si trova bruscamente senza un finale, la storia termina, ma in conclusione, che fine ha fatto il fantasma? E perchè le volpi sono in gamba? E dopo, le coperte, dove vanno a finire? L'inserimento delle illustrazioni nell'impaginazione del libro, (indicato per bambini ancora alle prime armi la lettura), non accompagna la narrazione; capita quindi che il racconto anticipi o ritardi l'evento disegnato, costringendo l'adulto a rincorrere le parole nelle pagine che seguono per stare al passo del disegno, perchè il bambino che "sta leggendo" l'immagine  vuole risposte precise a quanto sta guardando. I disegni di Claudio Cerri sono pieni di minuti particolari e si distinguono per i tratti marcati e i colori forti, che ricordano il fumetto; solo nelle pupille dei personaggi c'è una particolare trasparenza, una  luminosità, che dona una scintilla di vita alle figure, animandole nonostante la staticità delle pose.

 

 

 

 
 
 
 
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