Sole e la Speranza

Sole e la Speranza
Sole è una bambina nigeriana che vive nella pancia della mamma. Dal suo mondo protetto e ovattato la piccola sente tutto ciò che accade intorno a sé: impara a riconoscere i suoni della sua terra e i versi dei grandi animali, selvaggi e coraggiosi. Le sembra quasi di vedere i paesaggi senza confini di questa terra calda come il fuoco e di gustarne i profumi e i sapori. Sente gli schiamazzi dei bambini e le risa delle donne; le sente ballare intorno al fuoco nelle notti stellate, le sente cucinare e lavorare. Ma Sole non percepisce solo gioia e allegria, ma anche miseria e paura. La guerra e i suoi soldati fanno scappare i più indifesi e strappano via i sorrisi, senza più restituirli. È per questo motivo che gli occhi della mamma spesso si riempiono di lacrime: la mamma non ha paura, ma Sole sì, ha paura della fame e della sofferenza. E un giorno, come se avesse sentito i suoi pensieri, la giovane donna prende una decisione coraggiosa: andarsene. Nella borsa mette pochi oggetti indispensabili che le serviranno a ricordare la magia dell’Africa anche al di là del mare: una foglia, un leone di pezza e una foto con dei bambini sorridenti. Ma ciò che servirà più di tutto è tanta, tanta Speranza... 
È un tema di grande attualità quello scelto dalla casa editrice Arka per il nuovo libro Sole e la Speranza, in cui l’esordiente Carmela Leuzzi ci racconta una storia intensa e struggente, in presa diretta dalla cronaca quotidiana. La giovane illustratrice di origine pugliese è rimasta colpita dal tragico destino di una donna nigeriana, Ester Ada, caduta in mare durante uno dei terribili viaggi a bordo di barconi di fortuna. Le onde non hanno rubato solo la sua giovane vita, ma anche quella del figlio che portava in grembo. Per rispondere a questo dolore, per dar voce a tutte le Ester che non hanno mai toccato le sponde di una terra promessa, Carmela Leuzzi ha preso carta e penna per regalare loro una nuova vita. Ha promesso di non dimenticare. Attraverso splendide tavole a collage su cartoncino nero, in cui l’uso del tratteggio e l’impostazione dell’immagine un po’ schematica rievocano le caratteristiche tipiche dell’arte africana, la giovane illustratrice riesce a trasportare il lettore direttamente nelle calde terre africane. Dosando con armonia pochi colori intensi e luminosi (soprattutto gialli e azzurri, verdi e rossi, che danno l’idea di un paesaggio pieno di vita), dà grande risalto ai corpi neri tratteggiati e ai bianchi che riflettono la luce. Bellissime le onde del mare che, come l’ordito di un telaio, sorreggono la barca piena di gente portandola lontano, in terra straniera; come altrettanto meravigliose sono le stoffe che drappeggiano i corpi delle donne, a cominciare dal motivo a rombi bianchi e azzurri della mamma di Sole, che diventa il vero leit motiv della storia. Attraverso la voce di Sole, le cui posizioni nel sacco amniotico seguiamo pagina dopo pagina in un angolino sotto il testo, ricostruiamo la vita delle donne nigeriane, i cui occhi, profondissimi, ci trasmettono sentimenti di amore e di speranza. È un racconto semplice e delicato, che ha la qualità di rifuggire da qualsiasi caduta nella retorica e nel patetismo, trasmettendo invece sentimenti genuini di dolcezza e speranza.

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