Solo Flora

Solo Flora

“Quest’anno abbiamo in classe una nuova compagna. Si chiama Flora ed è una normal. … Non vi approfitterete della sua condizione di svantaggio per farle scherzi e renderle la vita difficile, e invece la aiuterete in ogni modo perché questa condizione non le pesi. … La diversità è ricchezza.” Ci sono luoghi in cui essere “normale” è senz’altro uno svantaggio, come a San Mirtillo, comunità magica del Piemonte Occidentale. Come ci è finita Flora? Per evitare una trasferta ben più impegnativa, in Australia con la mamma, a migliaia e migliaia di chilometri dal suo amore, Leo. Non importa se questo significa stare da zia Limoncina per un po’, tra i Different People (DP): cuginetti dispettosi (e dotati di poteri magici), skrimi (non hanno cuore né cervello, ma sanno ridurre lo zaino di Flora a una frittella) streghe, vampiri e fate gelose. Flora non tarda ad ambientarsi, ma c’è chi insiste a usare la magia contro di lei, come l’affascinante Martin Indigo: tra vipere e baci appassionati, meglio scappare lontano. I parenti Normal di Flora si lasciano convincere, ma la Grande Saponata non ha dubbi: quando la divinazione settimanale della zia stabilisce che Flora deve assolutamente tornare a San Mirtillo, Flora deve tornare tra i DP. Con una missione e la speranza di non rovinare proprio tutto con Leo.

Il libro si apre con una dedica agli ospiti dell’Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino “che mi hanno raccontato quello che a loro piace nei libri”: e il libro lo contiene tutto. Ci sono gli amori adolescenziali, folli e incerti; c’è il sesso, per il momento ancora un grande punto interrogativo all’incrocio tra tempeste ormonali e paure; ci sono moltissime parolacce, il cellulare sempre acceso, priorità ben chiare nella vita (Leo è una priorità, vedere l’Australia no). Il tutto narrato con un consapevole e perlopiù riuscito plurilinguismo che crea stili differenti per gli adulti, i ragazzi, i Normal e i Different People, perfino i DP che fanno incantesimi... rendendo il racconto vario e vivace, fresco e aggiornatissimo, un libro scritto in tutto e per tutto dalla parte dei ragazzi, anche se forse esposto al rischio di farsi percepire un po’ troppo in fretta fuori moda o autoreferenziale. Anche la mescolanza di mondi reali e magici è un punto di forza: allo sguardo già straniante dell’adolescente, che vede spesso come surreale e illogica ogni pretesa e abitudine dei grandi e tutto ancora possibile, si aggiungono le vere e proprie stramberie di un mondo a parte in cui tutto è possibile veramente. Va da sé che il libro parla in maniera convincente di come poter affrontare le differenze, dei pregiudizi a cui vanno incontro le minoranze, di cosa significhi invertire le parti; del fatto che i limiti esistano per chiunque, di come si possano usare i propri talenti anche per le imprese apparentemente più disperate (e senza super poteri). Il racconto finale è un ulteriore concentrato del mondo di San Mirtillo (in realtà la sua origine), questa volta arguto e godibile non solo per gli adolescenti.

 

 


 

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER