Storia del magico incontro tra una ragazza e un cucciolo di balena che ha perso la mamma

Storia del magico incontro tra una ragazza e un cucciolo di balena
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La distanza da un avvenimento, anche il più incredibile, dona al racconto che se ne fa un’aura di autentica magia. Siamo in California al largo delle accoglienti acque di Seal Beach, è l’alba quando la giovane Lyanne, come tutte le mattine, si allena nuotando. Sta per compiere l’ultimo tratto prima di ritornare a casa e concedersi un’abbondante colazione, quando inaspettatamente avverte sotto di sé la presenza di una forza misteriosa. Abituata a nuotare nell’oceano, non si lascia atterrire, ma non può fare a meno di ignorare le vibrazioni che ha sentito. Continua a nuotare, ma le è impossibile evitare il senso di elettricità che pervade la superficie dell’acqua. Si imbatte in un branco di piccole alici che sembrano fuggire da un predatore più grande. Vede altri pesci, poi si insinua in lei il dubbio di essere in compagnia di un ben più pericoloso predatore: uno squalo. Ma il dubbio si sbriciola nell’improvviso incontro con un cucciolo di balena grigia che ha perso la mamma e che l’ha seguita per oltre mezzo miglio. Lyanne sente subito un legame con quell’immensa creatura e nel tentativo di comunicare con lei, capisce che non può lasciarla finché la balena non ritroverà la sua mamma...

Inizia una storia di amicizia autentica: Lyanne sa che il cucciolo non è in grado di nuotare per molte miglia senza il latte materno, è ancora troppo piccolo nonostante le sue ciclopiche dimensioni, e da solo non può sopravvivere. Con la complicità di un vecchio amico che segue sempre i suoi allenamenti dal molo e di alcune barche di pescatori da lui contattate via radio, viene avvistata la balena e, alla notizia che non è poi così distante, si riaccendono le speranze della nuotatrice. È una prova di resistenza la sua, non era stata una scelta saggia quella di rimanere in acqua per molto tempo, nuotare verso il largo senza barca d’appoggio e restare in balia dell’oceano esposta alle intemperie e alle creature che l’abitano. Ma lo sforzo, il freddo, la paura e i pericoli affrontati regalano a Lyanne una delle più belle esperienze della sua vita: la certezza che al di là di ogni linguaggio è possibile comunicare se si lascia che sia il cuore a parlare.

 

 

 
 
 
 
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