Storia di una matita a casa

Storia di una matita a casa

Lapo, che ha lasciato il suo paesino sul mare per trasferirsi in una grande città e inseguire il suo sogno, lo ha in parte realizzato. Dapprima si è trasformato in una matita gigantesca e successivamente, tornato uomo, è diventato maestro di disegno in una scuola elementare. Ha incontrato l’amore di Mirella, mamma di Dario, uno dei suoi piccoli allievi. La collina su cui sorge il suo paese natio e il mare che la lambisce sembrano essere un ricordo lontano, ravvivato solo dalle frequenti e indagatrici telefonate della mamma. Un giorno, però, Lapo riceve una telefonata diversa dalle altre. La mamma è molto preoccupata perché il marito e padre di Lapo da oltre una settimana sta male, non si alza dal letto e, in più, continua a ripetere ossessivamente le parole “Potere alle querce!”. Lapo sa che suo padre è un uomo forte, che ha “pelle dura come corteccia e pensieri liberi come uccelli”, tuttavia la situazione lo preoccupa e decide che è giunto il momento di tornare a casa. Mette quattro vestiti in valigia e sale sulla corriera che lo riporterà al paese e alla casa dei genitori, circondata da un piccolo giardino rallegrato da fiori ed erbe. “Ciao, tiglio mio” è il saluto del padre non appena il figlio gli si fa incontro e noi lettori comprendiamo che sta per apririsi un’avventura arborea e inconsueta…

Al ritorno di Lapo al paese rispuntano (é proprio il caso di dirlo in questa storia di alberi) amicizie vecchie e nuove, si aprono splendidi tramonti rari nella grande città, crescono alberi rigogliosi, multiformi e speciali. Il tutto condito con le immancabili matite colorate. Questo tuffo nel passato e nella natura conferma a Lapo la convinzione fondante della sua storia, fin dal primo libro: i sogni non devono essere dimenticati o trascurati, ma coltivati, come si fa con i semi sparsi nei campi. Il padre di Lapo, coltivatore instancabile e conosciuto da tutti come Cespuglio di More per via della sua chioma folta e aggrovigliata, ma anche per il suo amore per piante ed alberi, ha infatti insegnato al figlio la necessità di avere cura e rispetto per l’ambiente, che ama. Il legno delle matite è lo stesso legno delle piante, la grafite che le anima all’interno ha la stessa vivacità creativa degli esseri umani e della natura in genere. Matite e natura sono elementi fondamentali nella crescita dei bambini e nell’acquisizione di consapevolezza da parte degli adulti, così potremmo sintetizzare il messaggio dell’autore di questa trilogia dedicata alla creatività. Messaggio che ci conferma, ancora una volta, che la narrazione è un elemento importante di educazione e conoscenza per tutti.



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