Storie da mangiare

Storie da mangiare
“Quanto sarà grande la mia fame misurata in centimetri?” si chiede il cuoco del ristorante nel porto. Perché anche a fine turno, se hanno fame, i cuochi devono cucinare. Ma che sia una frittata davvero speciale, con tutte le uova che ci sono, ogni sorta di funghi e un profumino che sembri colorare l’aria e andarsene in giro per il quartiere... Quartiere in cui vive Nicola: un bambino quasi grande a cui i compiti mettono sempre una fame tremenda. Ma se la mamma è troppo occupata col suo vestito da meringa, alla merenda bisogna pensarci da soli e il prosciutto sembra diventare un fiore, la cucina la foresta del fagiolo gigante... a meno che la signora Teresa non porti i biscotti di meliga...

Biscotti fatti dal signor Fiordilatte, che lavorava vicino al porto, ma che un giorno ha dovuto lasciare il suo lavoro per colpa di un medico troppo severo e che, affrontando il mare in cerca di fortuna, ha scoperto un posto in cui non sanno nemmeno se una pasticceria sia un animale o forse una pianta... Tre storie intorno al cibo e intorno al quartiere del porto, che si richiamano e rincorrono dando l’una lo spunto all’altra. La fame sembra alimentare le fantasie e la capacità di creare immagini, tanto per i personaggi, a cui spesso scappa la mano, che per la coppia di autori Una farina meravigliosa con cui fare mattoni, la frittata più grande del mondo, una serie di isole inesplorate... partendo dal cibo per richiamare l’attenzione su colori, sapori e profumi e forse rendere più creativo e meno obbligato il momento del mangiare. Tre storie che parlano di inventiva e di capacità di risolvere le situazioni, un po’ come le fiabe, dirette e rapide, simpaticamente illustrate, come un buon fumetto: la ristampa su Alga Carta delle tre storie La frittata, Il panino di Nicola, Lo straordinario viaggio del Signor Fiordilatte è un piccolo gioco da assaporare.

 

 

 

 
 
 
 

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