Tempo da lupi

Tempo da lupi
Andare a caccia di randagi, per un pomposo Ingegnere, nella periferia di una grande città, nella Terra di Nessuno insomma, sotto la neve, con il proprio instancabile fratello maggiore: diciamocelo, tra tutte le cose che si possono fare durante le vacanze di Natale, questo non è un programma idilliaco. Lo sa bene Giovannino, che tutte queste cose le deve fare insieme a Otello, il suo nerboruto fratellone: da quando i genitori sono morti in un incidente d'auto, è lui a occuparsi di tutto - a volte troppo -, facendo lavori improbabili, primo tra tutti andare in quella landa desolata a scovare sacchi di pulci. L'entusiasmo non è a mille, ovviamente; e non migliora con i commenti sarcastici del Dr. Spock (proprio lui, quello dell'Enterprise), terribilmente brutale nel mettere a nudo i sentimenti di Giovannino. Volente o nolente, il povero quindicenne viene trascinato in quest'avventura. I guai, però, iniziano subito: Otello si arrampica sul tetto di un capannone abbandonato e cade. I due fratelli si trovano senza cellulare, con un paio di barrette di cioccolato, lontani da tutto, con la notte che lentamente sta calando, circondati da lupi (niente cani randagi): il trionfo della Legge di Murphy. Giovannino dovrà occuparsi di Otello, questa volta, affrontando tutte le sue paure presenti e fantasmi di un passato che non è solo il suo...
Non fatevi ingannare dalla grafica, piuttosto discutibile sia all'esterno sia all'interno, e speriamo siano rimasti in pochi a giudicare un libro dalla copertina, perché in questo romanzo Francesco D'Adamo fa due cose: da una parte, crea uno straordinario mondo di fantasia che ha origine dalla mente del protagonista, popolata di pseudo-amici immaginari; dall'altra, descrive la realtà di un quindicenne attraverso la spietata e cinica lente dell'adolescenza, rendendola pregnante e sfaccettata. Giovannino si sente un buono a niente, sempre inferiore al fratello, senza nessuna capacità particolare; eppure, nel corso dell'avventura e grazie ai personaggi straordinari che incontrerà lungo la strada, il ragazzo affronterà le sue paure, legate alla morte dei genitori, al buio, alla sensazione perenne di fallimento. Un romanzo di formazione, in qualche modo, che ricorda Jack London, non solo per i lupi in sé, ma anche per il loro significato simbolico: libertà, quella che si sente dentro quando si va avanti.

 

 

 

 
 
 
 
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