Terra Nera - Gli eredi del segreto

Terra Nera - Gli eredi del segreto
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Come una belva in gabbia, pericolosa e imprevedibile, il barone Vladimir Danilov è rinchiuso nel manicomio di Viborg. Nel suo sangue pazzo ribolle il rancore per la sorella Natalia, che ritiene responsabile di averlo fatto internare per espropriarlo dei suoi beni, e per Stepan Ciakarov, che odia fin da bambino, quando sua madre l’ha portato a casa da un orfanotrofio e lo ha adottato. Stepan è stato costretto ad andarsene a causa del complotto ordito ai suoi danni, ma Natalia è ancora lì e Vladimir attende di vendicarsi. L’occasione gli è offerta da un gruppo di Stranniki, una setta di eretici cialtroni che sciamano di villaggio in villaggio predicando e mendicando cibo e sopratutto alcool. Accampati davanti alla casa di cura, i falsi religiosi chiedono rumorosamente ospitalità e vettovaglie, e vedendosi respinti la prendono d’assalto. Terrorizzano, razziano, distruggono, e liberano il folle Volodja che si elegge loro capo. La sua meta è San Pietroburgo, il suo obiettivo è raggiungere lo Starets Rasputin, divenire suo discepolo e sfruttarne l’enorme influenza presso lo zar per ritornare in possesso delle proprietà e distruggere la sorella. Natalia, informata della sua fuga, teme per sé e per i propri figli. Sono passati vent’anni da quando il suo cuore di sedicenne palpitava per Stepan e la vita non è andata come sognava. Ormai però non c’è più tempo per i sogni. Il pericolo è grave e non c’è nessuno su cui possa contare, nemmeno sua maestà Nicola, ridotto a un burattino nelle mani dell’ignobile Starets. Ma una lettera è spedita a sua insaputa oltre oceano. E un uomo dai lunghi capelli fra i quali brilla qualche filo d’argento ricompare dal passato per salvarla e chiudere una volta per tutte la partita con i suoi nemici...
Con questo terzo episodio si conclude la serie di Terra Nera. Torna l’ambientazione russa dopo il secondo volume in cui l’esule Stepan, condannato per un reato mai commesso, prima riparava in Italia diventando un fascinoso bandito, poi portava in giro per il mondo la sua rabbia e la sua sete di rivalsa. Nel frattempo, dal quel lontano 1887 in cui tutto ha avuto inizio i venti di rivolta hanno continuato ad alimentare il fuoco sotto la cenere. Nel 1907, quando si svolge Gli eredi del segreto, in Russia si respira aria di paura, si avvertono fremiti di grandi rivolgimenti. E l’ombra inquietante di Rasputin, che si allunga sulla corte imperiale, appare come il segno della deriva di una nobiltà decadente e impotente, che ha perso il contatto con la realtà e che ha i giorni contati. Su questi fatti storici Michel Honaker imbastisce un romanzo popolare tipicamente ottocentesco, che non lesina i rivolgimenti repentini e i momenti di tensione. Anche stavolta la vicenda è ricostruita attraverso l’incastro di lettere e pagine di diario. Peccato che Stepan faccia la sua comparsa solo a metà libro, richiamato in patria con una soluzione sbrigativa e deboluccia. Singolare anche la scelta del titolo (tradotto letteralmente nell’edizione italiana), che promette segreti non ben esplicitati. Comunque sia, l’epilogo tanto atteso è quello che era ovvio immaginare. Il sipario cala dieci anni prima dello scoppio della Rivoluzione. Saremmo curiosi di sapere cosa accadrà nel 1917 nella tenuta di Terra Nera, dove i tormentati protagonisti hanno finalmente riconquistato la meritata pace. Nella sua saga Honaker ha creato una sorta di nuovo Conte di Montecristo. Se mai decidesse per un seguito (e i presupposti ci sarebbero), potrebbe venirne fuori una variazione sul tema del Dottor Živago. Chissà.

 

 

 

 
 
 
 
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