Thornhill

Thornhill
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8 Febbraio 1982. Purtroppo la pace non è durata a lungo. Ci aveva creduto, ci aveva sperato, ma la risata che sente è proprio la sua. Sta correndo per le scale, sta bussando alle porte delle sue amiche, delle sue seguaci, per avvisare del ritorno. Per far sapere a tutte che è tornata, probabilmente per farlo sapere a lei. Lei è tornata. Il solo pensiero le mette i brividi. Forse si fingerà malata, almeno per non scendere ai piani bassi per un paio di giorni, per far finta di non esserci, per non esserci. L’unica cosa che le resta da fare è rimanere nella sua stanza. Non che la cosa le dispiaccia. Ha il suo bagno e tutto lo spazio che le serve. Dalla finestra può ammirare il giardino e, se allunga lo sguardo, può arrivare a vedere le case vicine ed incantarsi davanti a scene familiari, così comuni, così normali, come un marito che esce a portar fuori la spazzatura, i bambini che litigano nei cortili, le chiacchiere durante le cene nelle serate estive... Marzo 2017. Ella si è appena trasferita nella nuova casa, è ancora tutto imballato, nei vari scatoloni: i suoi libri, le foto che la ritraggono con la madre, la sua musica. Piano piano metterà a posto ogni cosa. Dalla sua finestra Ella riesce a vedere uno stabile diroccato, fatiscente, il cui giardino è delimitato da filo spinato. Alcune finestre sono sbarrate con delle assi e dei cartelli indicano che l’accesso è vietato. Eppure, c’è qualcosa che attrae irresistibilmente Ella, e più guarda verso il giardino ormai abbandonato che circonda la costruzione, più le sembra di scorgere qualcosa fra le erbacce...

Un libro che è un piacere mettere in bella mostra nella propria libreria, anche se non si è più ragazzi. Con la sua copertina rigida, che riporta una tetra immagine in bianco e nero ed il suo volume corposo ‒ 540 pagine stampate su di una bella carta ‒ Thornhill attrae indubbiamente e, soprattutto, non lascia deluse le aspettative. La storia firmata da Pam Smy, abile illustratrice di Cambridge, mixa parti scritte e parti illustrate, traendo spunto dalle ultime tendenze narrative che incrociano stili e modalità comunicative differenti così come già operato da Brian Selznick (qui la nostra intervista esclusiva), citato anche nella pagina di presentazione del volume sul sito della casa editrice. I due registri sono giustificati dalla trama del libro, che riporta sia il diario di una ragazzina vissuta negli anni ottanta in un orfanotrofio ormai in declino e prossimo alla chiusura, Thornhill appunto, sia le avventure di Ella, giovane che nel 2017 si è trasferita in una casa confinante con lo stesso orfanotrofio ormai in disuso ed abbandonato. Come si riescano queste due storie a conciliare, lo si scopre piano piano, in un crescendo di tensione, anche se fin dalle prime righe e dalle prime immagini, la lettura è davvero inquietante. Aldilà della grafica, cupa e bellissima, e della storia da brividi, il romanzo è un’opportunità per far luce sulla solitudine dei più giovani, solitudine che spesso anche i grandi ignorano o vogliono ignorare. Un libro adatto ai ragazzi che amano i thriller e le atmosfere gotiche, ma che consiglio vivamente anche agli appassionati di libri illustrati, di qualunque età, e a chi ha a che fare con adolescenti, affinché ci si ricordi sempre di ascoltarli con il cuore, di chiedere loro come stanno, e di essere guida ed esempio nel loro percorso di crescita.



 

 

 

 
 
 
 

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