Ti volio tanto bene

Ti volio tanto bene
Una storia d’amore tra ragazzi, dieci anni lei, undici lui, ostacolata dalla dislessia. O forse no? Partiamo dal principio: Marvi frequenta la classe quinta delle elementari ed è innamorata da tempo di Michele, che ha iniziato a frequentare da poco la scuola media. Michele gioca a calcio e pensa a Clotilde,  ma poi anche lui si accorge di essere innamorato di Marvi e di volerla conoscere meglio, ed ecco che si pone il problema di come farglielo sapere, dato che lei è dislessica e pertanto ha difficoltà a leggere e a scrivere un testo. Marvi non è certo la ragazzina che si lascia scoraggiare da un ostacolo; grazie a una famiglia affettuosa e a un medico che la segue da tempo, oltre a una zia che le vuole molto bene, Marvi ha imparato a convivere con la sua difficoltà e, soprattutto, a trovare soluzioni alternative. Non le piacciono i cellulari né i computer, perché prevedono una scrittura troppo veloce in cui lei non è così brava e allora inizia a tenere un diario registrato e a mandare messaggi registrati al suo innamorato, sperando che sia lui il suo principe azzurro...
Non un libro sulla dislessia, ma una tenera storia d’amore tra due giovanissimi per lettori preadolescenti, delicata e divertente, ma anche concreta e possibile. Il libro ha l’ulteriore pregio di essere scritto con i caratteri dell’alta leggibilità, che prevedono un font apposito per una lettura più agevole, con un'interlinea maggiore e l'allineamento delle righe non giustificato. Gli autori hanno all'attivo già un cospicuo numero di libri, a due e a quattro mani; nel 2006 hanno vinto il Premio Andersen con Il mondo nei tuoi occhi. Due storie di un amore.
 

 

 
 
 
 
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